Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Abu Mazen al Papa: preghiamo per la pace in occasione del Natale

Papa Francesco il presidente Mahmoud Abbas e il seguito al termine dell'udienza Palazzo Apostolico vaticano 3 dicembre 2018 Papa Francesco il presidente Mahmoud Abbas e il seguito al termine dell'udienza Palazzo Apostolico vaticano 3 dicembre 2018
Evangelisti Maggiorino | 05 Dicembre, 2018, 16:26

Sono le parole con le quali il presidente palestinese Abu Mazen si è rivolto a Papa Francesco al termine del colloquio all'interno del palazzo Apostolico, in Vaticano, durato circa venti minuti e preceduto da un caloroso abbraccio fra i due. Ma non solo: il presidente palestinese si è intrattenuto con il Pontefice parlando anche della questione Gerusalemme ed entrambi si sono detti concordi sulla necessità di riconoscere e preservare il suo valore universale come "Città santa per le tre religioni abramitiche". "Durante i cordiali colloqui - riferisce la nota - sono stati rilevati i buoni rapporti tra la Santa Sede e la Palestina e il ruolo positivo dei cristiani e dell'attività della Chiesa nella società palestinese, sancito dall'Accordo globale del 2015". Il clima è stato di grande cordialità: alla fine il Papa ha ringraziato Abbas per la visita e lui ha risposto a Francesco: "Sono contento di questo incontro contiamo su di te!".

"Il Papa ha donato ad Abu Mazen un medaglione rappresentante la basilica di San Pietro, l'enciclica 'Laudato si" e il Messaggio della Pace 2018. Nella delegazione palestinese, 16 membri fra cui il ministro degli Esteri Riyad al-Maliki, il consigliere per gli affari religiosi e gli ambasciatori presso l'Italia e presso la Santa Sede. Infine nei saluti Abu Mazen ha detto al pontefice: "Contiamo su di te".

Mahmoud Abbas ha regalato al Papa un dipinto che - ha spiegato al Papa - rappresenta "lo spirito della Città Vecchia di Gerusalemme" e un libro sulla storia dei rapporti tra Vaticano e Terrasanta (non i rapporti diplomatici).

Papa Francesco ha sottolineato che "questa situazione, che diventa sempre più inaccettabile, e ciò per il bene di tutti". Vista anche la discussione riapertasi, con le tensioni scaturite, dopo la decisione del presidente americano Trump di spostare l'ambasciata Usa a Gerusalemme.

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