Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Manovra: nessuna traccia del taglio alle pensioni d'oro

La critica “creativa” di Boschi e Marattin agli emendamenti del governo alla manovra: il… Il governo non trova più la Manovra del Popolo
Esposti Saturniano | 04 Dicembre, 2018, 15:24

La manovra stanziava 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021: con la modifica si passerà a 150 milioni per il 2019, 100 milioni per il 2020 e 100 milioni per il 2021. Alla fine di una lunga nottata di trattative, governo e relatori consegnano alla Camera un pacchetto di 54 nuovi emendamenti. Lunedì la commissione è riconvocata alle 10, con l'obiettivo di votare il mandato al relatore entro martedì alle 14 e avviare la discussione generale nell'Aula di Montecitorio mercoledì alle 12. Tra le novità arriva l'aumento della deducibilità Imu per i capannoni che raddoppia al 40% e misure per la sanità.

Stop invece, come previsto, per reddito di cittadinanza e per la riforma delle pensioni in Commissione Bilancio alla Camera. Il governo ha presentato un emendamento al ddl bilancio, in commissione Bilancio alla Camera, che stanzia un contributo per "individuare nuoce strategia terapeutiche per malattie neurodegenerative e altri gravi disturbi del sistema nervoso", si legge nella relazione illustrativa che accompagna il provvedimento.

Stessa sorte per il taglio delle pensioni d'oro: negli emendamenti non c'è traccia e anche in questo caso si attenderà l'esito del braccio di ferro con Bruxelles.

Ma, spiegano dal governo, neanche il deficit al 2,1% sembra bastare all'Europa: si deve arrivare al 2%. "E allora c'è il reddito di cittadinanza?", "nemmeno". Arrivano anche norme contro i 'furbetti' della flat tax e per allungare la concessione a Sisal per gestire il Superenalotto fino al 30 settembre 2019. Un secondo emendamento prevede la riduzione delle liste d'attesa per i servizi sanitari. Un altro emendamento prevede il non riconoscimento della flat tax al 15% alle partite Iva "alle persone fisiche nei casi in cui l'attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro" con cui si ha avuto un rapporto di lavoro "nei due anni d'imposta precedenti".

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