Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Il padre di Di Maio ha chiesto scusa difendendo il figlio

Di Maio, la difesa del padre: «Lavoratori in nero? Ho sbagliato, l’ho fatto per la famiglia» Il papà di Di Maio: 'Ho sbagliato, ho cercato di non far mancare nulla alla famiglia, Luigi non sapeva niente'
Esposti Saturniano | 04 Dicembre, 2018, 06:10

"Chiedo scusa per gli errori che ho commesso, chiedo scusa alla mia famiglia per i dispiaceri che hanno provato". Sono le parole pronunciate da Antonio Di Maio, papà del vicepremier Luigi, in un video pubblicato su Facebook nel quale ha raccontato la sua verità sulle vicende relative alla sua azienda. Lo ribadisce lo stesso Antonio Di Maio nel video pubblicato sulla propria pagina Facebook, nel quale legge una lettera in cui spiega: "Sentivo il dovere di scrivere". Più diretta la richiesta di Ernesto Magorno, anche lui senatore dem: "nel governo del cambiamento - scrive su twitter - c'è un vicepremier che, nonostante sia a conoscenza dei movimenti poco puliti dell'azienda di famiglia, mente agli italiani e resta al suo posto come se nulla fosse".

Ribadisco che i miei figli non c'entrano nulla con tutto questo. "Ho nascosto i miei errori per un motivo banale che per me era importante, avevo paura di perdere la loro stima". Cosa che forse è accaduta comunque.

Di Maio - che ha letto un testo scritto - ha escluso ogni responsabilità da parte del figlio.

Volevo parlare poi anche di un altro argomento. "Forse non spetta a me giudicare, ma mi sembra un trattamento che si riserva a un pericoloso criminale e mi spiace anche per i miei vicini e per tutto il paese". ha consluso Antonio Di Maio. C'erano telecamere e giornalisti ovunque.

"Di Maio, oltre che andare in TV da Vespa, si degna di venire anche in Parlamento a spiegare come stanno le cose rispetto alle gravi rilevanze che emergono circa ruolo da prestanome, lavoro nero, Equitalia, abusi.?"

Parlando del servizio mandato in onda domenica sera dalle Iene, "non esiste nessuna elusione fraudolenta", afferma Antonio Di Maio. Questi avevano bloccato l'attività di impresa per cui non vi era altra strada che chiuderla.

Successivamente mia moglie ha avviato una nuova attività di impresa che ha pagato regolarmente le tasse. Quindi - assicura - non c'è stato nessun intento elusivo: "né elusione di imposte sui redditi prodotti dalla nuova ditta di mia moglie, né sottrazione della garanzia patrimoniale per i miei debiti pregressi alle pretese dei creditori". "Se ho fatto degli errori, voglio da padre a figlio dire a Luigi che mi dispiace per tutto quello che lui sta passando". "Mio figlio non sapeva nulla di tutto ciò".

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