Sabato, 18 Settembre, 2021

Caso Regeni, la Procura indagherà agenti egiziani

Roberto Fico Caso Regeni, la Procura indagherà agenti egiziani
Evangelisti Maggiorino | 02 Dicembre, 2018, 22:22

Adesso a Roma si tenta di imprimere una nuova accelerazione. E alla linea del presidente Fico c'è stata unanime condivisione di tutti i capigruppo di Montecitorio.

Un atto che verrà formalizzato nei prossimi giorni e che riguarderà poliziotti e appartenenti al servizio segreto civile egiziano, che erano stati nei mesi scorsi identificati dagli uomini del Ros e Sco.

E alle dichiarazioni di Fico risponde il premier Giuseppe Conte, arrivando al G20 a Buenos Aires."Non ho parlato con Fico - ha detto Conte - non so per quale ragione ha deciso di sospendere i rapporti con il Parlamento egiziano".

"A settembre sono andato al Cairo - ha proseguito Fico - avevo detto sia al presidente Al Sisi sia al presidente del Parlamento egiziano che eravamo in una situazione di stallo". Inoltre, le indagini sui tabulati telefonici hanno dimostrato il collegamento tra gli agenti che si occuparono di tenere sotto controllo Giulio tra il dicembre 2015 e il gennaio 2016, e gli ufficiali della National Security coinvolti nella sparatoria con la presunta banda di criminali uccisi il 24 marzo 2016 a cui gli egiziani provarono ad attribuire l'omicidio.

Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha formalmente convocato oggi alla Farnesina l'Ambasciatore della Repubblica Araba d'Egitto in Italia, Hisham Badr, per sollecitare le Autorità egiziane ad agire rapidamente al fine di rispettare l'impegno, assunto ai più alti livelli politici, di fare piena giustizia sul barbaro omicidio di Giulio Regeni.

Sette agenti, membri dei servizi segreti egiziani del dittatore Al Sisi, finiranno nel registro degli indagati nell'ambito dell'indagine della Procura di Roma sulla morte del ricercatore universitario friulano Giulio Regeni. Il pm Sergio Colaiocco lo ha annunciato ieri al Cairo durante il decimo vertice con i colleghi egiziani. Dai magistrati egiziani, invece, non è arrivata nessuna novità sostanziale in quest'ultimo colloquio, salvo che i buchi nel girato delle telecamere della metropolitana del Cairo, dove era passato Regeni, sono dovuti ad una sovrascrittura.

La famiglia Regeni "esprime gratitudine per il lavoro prezioso ed incessante della procura e degli investigatori di Roma che ha portato, insieme alle indagini difensive svolte dai nostri consulenti ed avvocati, ad accettare l'identità di alcuni dei responsabili del sequestro, delle torture e della morte di Giulio".

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