Sabato, 18 Settembre, 2021

G20 Argentina, trovato accordo sul commercio

G20 Argentina, trovato accordo sul commercio G20 Argentina, trovato accordo sul commercio
Evangelisti Maggiorino | 02 Dicembre, 2018, 20:55

Il presidente Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco di 90 giorni sulle nuove tariffe economiche. Il G20 vede favorevolmente "la forte crescita economica globale, anche se sempre meno equilibrata tra i paesi" ma sottolinea come "alcuni dei principali rischi, tra cui le vulnerabilità finanziarie, si sono in parte materializzati" si legge nel comunicato.

Commercio, nessuna condanna al protezionismo - Nel comunicato finale al termine dei due giorni di summit, gli Stati membri del G20 affermano che "prendono nota dei problemi commerciali attuali", ma si astengono da ogni condanna del protezionismo, vista la posizione in merito del presidente Usa Donald Trump. Si limitano dunque a riconoscere il "contributo" del "sistema di commercio multilaterale", ma aggiungono che "non è all'altezza" per gli obiettivi di crescita e creazione di posti di lavoro. Il testo, a lungo in dubbio di essere approvato, ammette le divisioni tra Stati Uniti e resto del mondo sul cambiamento climatico. I firmatari dell'accordo lo reputano "irreversibile" e puntano a raggiungere l'obiettivo fissato, che è quello di contenere il riscaldamento globale. Lo custodiamo. Lo custodiamo per poi consegnarlo alle generazioni future. Nel 2021 i Paesi del G20 si riuniranno in Italia, ha annunciato a Buenos Aires il premier Giuseppe Conte. Una vittoria totale per Trump, che però ha rinunciato a festeggiare in conferenza stampa, per rispetto alla famiglia Bush nel momento di lutto.

Non si può comunque affermare che Pechino abbia portato a casa un grande risultato diplomatico, perché al bilaterale con Trump è stato sottolineato il fatto che se non si riuscirà a trovare nei prossimi tre mesi un punto di caduta soddisfacente sulle questioni che interessano di più alla Casa Bianca, come il trasferimento di tecnologia, la proprietà intellettuale, lo spionaggio informatico, e i dazi nel settore agricolo, la minaccia di aumentare le accise ad valorem al 25% contro i prodotti di Pechino, tornerebbe nuovamente in auge.

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