Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Batterio killer: 10mila pazienti a rischio, il Veneto invia lettere per controlli

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Machelli Zaccheo | 01 Dicembre, 2018, 19:27

A scriverlo in una nota è la Regione Veneto che ha riunito un Gruppo tecnico regionale per la prevenzione e gestione delle infezioni in soggetti sottoposti a intervento cardiochirurgico. "I pazienti potenzialmente interessati sono stimati in circa 10 mila".

"I macchinari presenti nelle cardiochirurgie di tutti gli ospedali veneti sono già stati messi in sicurezza e, in alcuni casi, sostituiti. Viene comunque data a tutti i reparti l'indicazione di collocare tali macchinari, di qualsiasi marca di fabbricazione essi siano, all'esterno della sala operatoria". Verranno contattati per valutare eventuali approfondimenti clinici dal batterio Mycobacterium chimaera presente in uno strumento per cardiochirurgia malfunzionante.

La scoperta è stata pubblicata: il Chimaera non è un micobatterio patogeno convenzionale ma un "opportunista", cioè colpisce se ne ha l'occasione, altrimenti resta nell'ambiente.

Rari casi invasivi di infezione da Mycobacterium chimaera sono stati riscontrati in Europa e negli Stati Uniti, associati all'utilizzo di dispositivi di raffreddamento/riscaldamento necessari a regolare la temperatura del sangue durante interventi cardiochirurgici in circolazione extra corporea.

Gli interventi mondiali "a cuore aperto" invece sono circa un milione e mezzo all'anno mentre nel nostro Paese sono circa 40mila. Altri quattro saranno trattati in Day Hospital al Ca'Foncello di Treviso, che ha messo a disposizione un ambulatorio dedicato, due si sono sottoposti al test a Mestre e altri lo saranno in Azienda ospedaliera a Padova. Le infezioni cardiovascolari da Mycobacterium chimaera sono state registrate in Germania, Francia, Olanda, Irlanda, Inghilterra e Svizzera, in Usa, Australia, Cina e Canada. L'obiettivo è la presa in carico dei casi potenzialmente sospetti perché l'infezione da microbatterio Chimera che si può annidare in quelle apparecchiature ha un periodo di incubazione lunghissimo, tra i 3 mesi e i 6 anni. In caso d'insorgenza dei sintomi sopraccitati, i pazienti che hanno subito un'operazione chirurgica a cuore aperto dovrebbero consultare un medico.

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