Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Alex è a Roma: il trapianto all’ospedale Bambino Gesù

Alex è tornato in Italia, lo aspettano al Bambino Gesù Alex è arrivato al Bambino Gesù di Roma: l’ultima speranza di salvarlo
Machelli Zaccheo | 29 Novembre, 2018, 23:59

L'intervento si dovrebbe svolgere a metà dicembre. Fino a oggi, non ha avuto successo la ricerca di un donatore totalmente compatibile con il bimbo.

Sono già iniziati gli esami medici sui genitori del piccolo Alex, giunto all'Ospedale Bambino Gesù di Roma, proveniente da Londra dove era ricoverato.

I medici ora tenteranno di sottoporre il piccolo Alex ad una terapia innovativa che prevede il trapianto di midollo da genitore attraverso la manipolazione delle cellule staminali. L'insieme delle procedure di screening e la somministrazione delle terapie preparatorie richiedono dei tempi tecnici. In pratica le staminali verranno manipolate e prese dal genitore per poi effettuare il trapianto.

Come in tutti i casi di trapianto, spiega l'Ospedale Bambino Gesù, "anche il trattamento della linfoistiocitosi emofagocitica (HLH) presenta dei rischi".

Così, per poter effettuare il trapianto, un'equipe dell'ospedale Gemelli di Roma ha comunicato alla famiglia Montresor che sarebbe stato possibile procedere con un'operazione sperimentale ma che potrebbe funzionare.

La storia di Alex ha suscitato nei mesi scorsi una gara di solidarietà iniziata sul web, quando i genitori del bambino avevano lanciato un appello per trovare un donatore compatibile per il trapianto. In poche settimane centinaia di persone si sono sottoposte a un prelievo di sangue per testare la propria compatibilità, iscrivendosi nel registro italiano dei donatori di midollo osseo. In realtà la ricerca di un donatore compatibile per Alex è già inserita nella più ampia rete nei registri internazionali, che contano circa 30 milioni di iscritti.

Purtroppo, nonostante ciò, ancora non è stato trovato un donatore per Alex. E' fallita infatti nelle scorse settimane anche la disponibilità di un donatore italiano il cui grado di compatibilità è stato giudicato insufficiente dall'ospedale britannico. Una tecnica innovativa di cui il professor Franco Locatelli è uno dei maggiori specialisti al mondo. La percentuale di guarigione definitiva nei bambini con immunodeficienza primitiva è dell'85%.

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