Lunedi, 16 Settembre, 2019

Pernigotti, la proprietà turca: "Siamo pronti a vendere"

Pernigotti intesa con turchi su reindustrializzazione Pernigotti, l'azienda: "Marchio e società non sono in vendita"
Esposti Saturniano | 29 Novembre, 2018, 21:56

Di certezze però non ce ne sono sulle trattative in corso, tanto che persino il governo, nella persone del premier Conte, si è interessato alla questione, incontrando i vertici di Toksoz che ha deciso la chiusura dello storico stabilimento di Novi Ligure.

"La strada è lunga e con l'azienda per ora abbiamo concordato di sospendere la procedura fino al 31 dicembre".

L'accordo prevede la nomina di un soggetto terzo che verifichi, analizzi e valuti le opportunità produttive. "Abbiamo parlato a lungo con loro - aveva aggiunto - spiegando il ruolo fondamentale che un marchio come Pernigotti ricopre in Italia, ma soprattutto nel territorio di Novi Ligure, dove è fonte di reddito per centinaia di famiglie orgogliose di rappresentarlo da una vita". Lo stabilimento in provincia di Alessandria dà lavoro a cento dipendenti per i quali l'azienda ha chiesto un anno di cassa integrazione. "Insomma, in questo modo si riuscirebbe a respirare, ma la nostra battaglia per la Pernigotti e per il Made in Italy continua". Sarà un ulteriore passo verso la valorizzazione e la tutela del bene più prezioso a nostra disposizione: il Made in Italy.

E per evitare il peggio scende in campo Pernigotti: il marchio cremonese, famoso per il dolce natalizio, dal 2017 parte del gruppo tedesco Katjes International, avrebbe infatti depositato sulla scrivania della turca Toksöz Group, proprietaria della Pernigotti, un'offerta per rilevare il marchio dei celebri gianduiotti e l'intero stabilimento di Novi Ligure. L'azienda spiega di aver "confermato la decisione di cessare la conduzione in proprio delle attivita' produttive presso il sito di Novi Ligure e l'intenzione di terziarizzare in Italia la produzione, preferibilmente individuando partner industriali interessati all'acquisizione o alla gestione degli asset produttivi a Novi". Come annunciato sulla sua pagina Facebook, il Ministro del Lavoro "presto sarà a Novi Ligure" per delineare la strada per garantire "la dignità" dei dipendenti e "lo storico marchio" novese.

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