Giovedi, 19 Settembre, 2019

Le Ninfee di Monet, un incantesimo di acqua e luce al cinema

Le Ninfee di Monet – Un Incantesimo di Acqua e Luce un evento speciale al cinema "Le Ninfee di Monet": viaggio tra i capolavori del genio impressionista
Deangelis Cassiopea | 28 Novembre, 2018, 08:11

L'arte tutta ha un peso e sul grande schermo con i giusti meccanismi e accorgimenti può essere raccontata in modo vincente, Le Ninfee di Monet - Un incantesimo di acqua e luce costituisce un giusto esempio per altre operazioni del genere.

Quando l'ex Primo Ministro Francese George Clemenceau si reca a Giverny, trova parecchie tele accatastate nella cantina della ricca abitazione in cui è ospite. Numerose rappresentano fiori esotici, presentati per la prima volta all'Esposizione Universale di Parigi del 1889. Il giardino, lo stagno, i dipinti che rendono unica quella casa sono opere sue: di Claude Monet, il padre dell'Impressionismo. Questa sera, in occasione della rassegna 'Arte al cinema', nella storica sala domese alle 21 verrà proiettato il documentario: Le ninfee di Monet.

La trama del documentario si dipana seguendo il percorso della Senna.

Esattamente così la si vedrà in "Le Ninfee di Monet", da oggi al cinema per NexoDigital. È da queste prime pennellate che nasce il film evento che racconta l'amore e l'ossessione di Monet per le sue ninfee attraversando il giardino e la casa dell'artista a Giverny, ma anche il Musée D'Orsay, l'Orangerie e il Marmottan di Parigi, la grande mostra del Vittoriano di Roma.

A guidare gli spettatori alla scoperta dei luoghi, delle opere e delle vicende del maestro, ci sarà Elisa Lasowski (la star di Versailles, per capirci), mentre la consulenza scientifica sarà affidata allo storico e scrittore Ross King, autore del best seller Il mistero delle ninfee. Oltre al filone storico, il documentario si arricchisce di interventi critici, come quello della fotografa fiamminga Sanne De Wilde e quello della giardiniera della Fondation Monet, Claire Hélène Marron.

Dai tanti capolavori che questi paesaggi ispirarono, all'ultima opera di Monet, la Grand Décoration, la sua impresa più colossale, che l'artista dipinse dopo aver superato la depressione che lo aveva spinto a lasciare la pittura. Monet, ormai quasi cieco, riprese i pennelli per realizzare pannelli enormi raffiguranti il suo stagno di ninfee, da destinare (disposti da est a ovest per seguire la luce) alle sale ovali del Musée de l'Orangerie, da lui stesso disegnate.

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