Giovedi, 19 Settembre, 2019

Manovra, Lega: ‘Tassa unica sulla casa’, la riforma nasconde un Aumento

Tassa unica sulla casa nuova IMU in Legge di Bilancio 2019 Manovra, presente la nuova imposta municipale propria
Esposti Saturniano | 27 Novembre, 2018, 20:16

Questo l'obiettivo che si prefigge uno degli emendamenti alla manovra finanziaria.

Per provare ad archiviare il caos, si è fatta strada fra gli emendamenti "segnalati" alla legge di bilancio la "nuova Imu", che unifica in un'imposta sola le attuali Imu e Tasi.

È stata l'ANCI ad avanzare per prima la proposta di riunire le imposte sulla casa Imu e Tasi in un unico prelievo, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani si è pronunciata nel corso dell'Audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato chiedendo inoltre che vengano rivisti i poteri e le responsabilità che ricadono sui sindaci. Di fatto quindi, chi deve versarle ogni anno, si trova a sommare separatamente due porzioni della stessa imposta.

Mentre l'aliquota base per le prime case di lusso rimane allo 0,4%, con la discrezionalità da parte delle amministrazioni comunali di alzarla di un ulteriore 0,2% (tetto massimo 0,6%, come ora), diminuirla o azzerarla, per li immobili diversi dalla prima casa, l'aliquota base resta allo 0,76%, ma i Comuni possono alzarla fino all'1,14‰. La nuova IMU nell'emendamento leghista, è l'unificazione dell'attuale IMU e TASI in una tassa unica sulla casa che permetterebbe tra l'altro, anche la possiblità di predisporre dei bollettini precompilati Imu, per facilitare il pagamento ai contribuenti.

Ma se l'intento è lodevole, la beffa per i contribuenti rischia di essere dietro l'angolo. Un livello più alto di quanto consentito oggi ai Comuni, per cui il tetto - ad eccezione di poco più di 1000 casi - è invece fissato al 10,6 per mille, come somma delle aliquote di Imu e Tasi. Eppure il rischio è che arrivi anche un aumento del carico fiscale. "Ciò significa che l'aliquota sarà la stessa sia che l'immobile produca un reddito sia che sia vuoto e improduttivo, sia che il proprietario abbia speso ingenti cifre per la sua manutenzione sia che esso sia diritto ed inutilizzabile, sia che si tratti di un negozio, magari comprato da un commerciante con decenni di sacrifici, sia che si tratti di un appartamento, anche se non affittato, e senza contare per per la stragrande maggioranza della cittadinanza il proprietario dell'immobile è ancora la Banca che ha prestato i soldi per procedere all'acquisto..." "Inoltre, deve essere considerato l'incremento che i proprietari avrebbero attraverso l'eliminazione della quota di Tasi a carico degli occupanti, come nel caso dei conduttori in caso di locazione".

Chi potrebbe pagare questa nuova impostazione del tributo? A Roma, Milano, Ascoli, Brescia, Brindisi, Modena, Potenza, Rieti, Savona, Verona, l'aliquota è già oggi dell'11,4 per mille, per cui non ci sarebbero rincari. Altre 70 Città capoluogo, sempre sulle seconde case, applicano l'aliquota del 10,6 per mille tra cui Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo, Bari. La norma infine, in entrambe le proposte, prevede poi, per quanto riguarda i cosiddetti immobili strumentali, l'aumento della deducibilità degli Imu a fine Ires, dal 20 al 40%.

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