Giovedi, 13 Dicembre, 2018

Berlusconi incandidabile, i suoi avvocati: "Strasburgo sarebbe stata favorevole"

Sentenza Berlusconi, la Corte di Strasburgo non decide sulla decadenza per la legge Severino La Corte di Strasburgo cala il sipario sul caso Berlusconi
Evangelisti Maggiorino | 27 Novembre, 2018, 19:23

Come chiesto dal leader di Forza Italia la Corte europea dei diritti umani ha deciso di chiudere il suo ricorso contro il modo in cui gli è stata applicata la legge Severino, senza una sentenza.

La Corte ha stabilito che tenendo conto della riabilitazione dell'ex presidente del Consiglio, avvenuta l'11 maggio del 2018 e a seguito della decisione del "richiedente di ritirare la sua denuncia, circostanze particolari relative al rispetto dei diritti umani non richiedono la prosecuzione dell'esame del caso". Per questo il caso è stato radiato dalle liste della Corte di Strasburgo. Di sicuro, dalle parti di Arcore non si attendevano da Strasburgo regali; all'inizio della scorsa estate, il team giuridico berlusconiano guidato da Niccolò Ghedini aveva invano chiesto alla Grande Chambre di tenere una seconda udienza (la prima aveva avuto luogo il 22 novembre 2017), e il diniego dei giudici non era stato considerato di buon auspicio; addirittura tra gli avvocati qualcuno temeva che, nel comunicare la propria decisione, la Corte avrebbe potuto aggiungere ragionamenti giuridici allusivi, non certo in chiave favorevole alle ragioni di Berlusconi. Non si saprà mai, dunque, se se obbligando Silvio Berlusconi a lasciare il suo seggio in Senato nel 2013 e impedendogli di candidarsi alle elezioni l'Italia abbia violato o no i suoi diritti. Tramite una nota dei suoi avvocati: "Ovviamente, così come riconosciuto quest'oggi dalla stessa Corte, non vi era più necessità di proseguire nel ricorso essendo ritornato il Presidente Berlusconi nella pienezza dei propri diritti politici. Una condanna dell'Italia avrebbe altresì comportato ulteriori tensioni nella già più che complessa vita del Paese, circostanza che il presidente Berlusconi ha inteso assolutamente evitare".

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