Sabato, 21 Settembre, 2019

Di Maio, Le Iene: "Lavoro nero nell’azienda del padre"

«Lavoro nero nell’azienda di famiglia di Di Maio»: l’inchiesta de Le Iene Lavoratori a nero nell'azienda del padre di Di Maio: la denuncia a le Iene
Esposti Saturniano | 26 Novembre, 2018, 21:53

Interpellato sul fatto denunciato da Salvatore Pizzo, il sindacalista della Fillea Cgil, Giovanni Passaro, racconta che all'epoca era responsabile per la zona di Pomigliano d'Arco e che fece consulenza a Pizzo che aveva subito l'infortunio a un dito. Mio padre ha fatto degli errori nella sua vita, e da questo comportamento prendo le distanze, ma resta sempre mio padre. Sì, è possibile dal momento che in pubblico ha spesso dichiarato di aver lavorato "per intere estati" nei cantieri dell'azienda di famiglia e addirittura ora ne è socio al 50 per cento. A quell'epoca avevo 24-25 anni, io nell'azienda di famiglia ho aiutato mio padre come operaio ma non gestivo le cose di famiglia. Le scorciatoie propagandistiche hanno portato Lega e 5 stelle al Governo, questo è vero, ma saranno il motivo per cui presto o tardi questo Governo finirà e con esso, si spera, anche l'intera stagione giacobina verrà messa alle spalle. Ho letto dei commenti che lo attaccano per averlo detto pubblicamente solo ora, personalmente non credo lo si debba aggredire, inoltre credo che Salvatore Pizzo abbia anche votato il Movimento alle ultime elezioni, visto che ha aderito alla nostra campagna di maggio #ilmiovotoconta. Sono sempre andato avanti nella convinzione che nella mia famiglia si rispettassero le regole, se è successo qualcosa sul luogo di lavoro con mio padrequesta persona ha il dovere di dirlo, non solo a voi ma a tutte le autorità.

Tra Luigi Di Maio e il padre, emerge dall'intervista alle 'Iene', i rapporti non sono sempre stati idilliaci: "Io e mio padre per anni non ci siamo neanche parlati". Pizzo ha raccontato che non ascoltò il consiglio e rivelò ai medici come si erano svolti i fatti. "Otto anni fa, come avrete visto dal servizio io non ero né socio dell'azienda, né mai mi sono occupato delle questioni di mio padre". Successivamente -continua Di Maio- gli fu corrisposto anche un indennizzo. Lo scrive Luigi Di Maio, vicepremier, capo politico del M5S e ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali, sul suo profilo Facebook. E l'improvvisazione, si sa, è raramente amica dell'opportunità politica, assioma ancor più assoluto se ti chiami Luigi Di Maio. Se Di Maio vuole essere credibile nelle sue spiegazioni prima di tutto si scusi con mio padre e con le persone che ha contribuito a rovinare.

"Che conseguenze traiamo?", prosegue Gasparri, "noi siamo garantisti, rispettosi di tutti, le responsabilità, lo sappiamo bene, sono personali e quindi le colpe dei padri non ricadono per forza sui figli".

Altre Notizie