Mercoledì, 18 Settembre, 2019

Gianluca Vialli racconta la lotta al cancro nel suo libro

Vialli: Come sta Gianluca Vialli, l’ex bomber racconta la malattia: “Sto bene, ma non so come finirà”
Cacciopini Corbiniano | 26 Novembre, 2018, 19:55

Da ex calciatore Gianluca Vialli - classe 1964 e un passato con la maglia della Cremonese, della Sampdoria e della Juventus - ne ha affrontate tante, ma quella più grande gli si è presentata all'improvviso quando aveva smesso di giocare. "98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili", in uscita in questi giorni.

"Un'esperienza - spiega Vialli - di cui avrei fatto volentieri a meno". Ma non è stato possibile - ha detto Vialli -.

"Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia". Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Kathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia.

Gianluca Vialli, il capitano bianconero della formazione che ha vinto l'ultima Champions League, per la prima volta parla della sua battaglia contro il cancro. (.) E ti prende come un senso di vergogna, come se fosse colpa tua. "Poi ho deciso di raccontare la mia storia e metterla nel libro". Otto mesi di chemioterapia e sei settimane di radioterapia, la sfida più dolorosa, raccontata da un campione che non ha mai smesso di battersi. Per fortuna, però, il volto di Sky ed ex Squadre da incubo oggi sta molto meglio: "È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale. Spero che la mia storia possa servire a ispirare le persone che si trovano all'incrocio determinante della vita", confida. "Ora è importante pensare in maniera vincente". E spero che il mio sia un libro da tenere sul comodino, di cui leggere una o due storie prima di addormentarsi o al mattino appena svegli.

Sui social si è scatenata la solita immancabile bestialità di taluni vergognosi personaggi che hanno tirato in ballo la Juventus. Vorrei che qualcuno mi guardasse e mi dicesse: "'È anche per merito tuo se non ho mollato'". La vita è fatta al 10 per cento di quel che ci succede, e al 90 per cento di come lo affrontiamo.

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