Domenica, 20 Ottobre, 2019

Bertolucci: da Zeffirelli alla Cavani, l'addio commosso dal mondo del cinema

Bernardo Bertolucci Lutto nel mondo del cinema: è morto a 77 anni Bernardo Bertolucci foto
Deangelis Cassiopea | 26 Novembre, 2018, 14:29

Dopo alcune regie minori in cui, vedi La luna del '79, dedica un atto d'amore al prediletto melodramma, si trasferisce a Londra, adottato da Hollywood a cui regala la trilogia esotica, i nove Oscar de L'ultimo imperatore, il viaggio disperato del Tè nel deserto, la pace interiore del Piccolo Buddha. Conosciuto a livello mondiale, ha diretto film di successo come Il conformista, Ultimo tango a Parigi, Il tè nel deserto, Novecento e L'ultimo imperatore, che gli valse l'Oscar al miglior regista e alla migliore sceneggiatura non originale.

Era nato il 16 marzo del 1941 a Parma, primogenito del poeta Attilio Bertolucci e fratello del defunto regista cinematografico Giuseppe, regista teatrale e cinematografico scomparso nel 2012 e protagonista del primo film di Bernardo, "La teleferica". Nel 2007 riceve il Leone d'oro alla carriera al Festival di Venezia, mentre nel 2011 riceve la Palma d'oro alla carriera al Festival di Cannes. Un kolossal che oltre ai nove Oscar gli vale anche nove David di Donatello.

Torna al cinema intimista ed esistenzialista nel 1996 con Io ballo da sola, proseguendo con L'assedio (1998) e poi con The Dreamers - I Sognatori (2003), tra i suoi ultimi sicuramente il film più importante di Bertolucci: trasgressivo, sofisticato e pregnante come fu Ultimo tango a Parigi, a cui infatti deve molto.

Numerosi i messaggi di cordoglio sui social, dal mondo della cultura a quello della politica. "Grazie. Ci mancherai tantissimo", scrive il Premio Strega Nicola Lagioia. "Le sue opere - conclude Franceschini - hanno emozionato e fatto discutere intere generazioni e reso grande nel mondo il cinema italiano". Con i suoi capolavori ha segnato la storia del cinema. Dopo un documentario commissionato dall'Eni intitolato La via del petrolio e Partner (1968) un film troppo debitore delle influenze teatrali del Living sulle due facce di una stessa persona (l'ispirazione viene da Il sosia di Dostoevskij), Bertolucci trova una più compiuta strada espressiva con Strategia del ragno (1970), prodotto dalla Rai a partire da un racconto di Borges che ambienta nella Bassa padana e che anticipa uno dei temi che attraversano tutto il suo cinema futuro: un figlio alla ricerca della vera identità del padre (non a caso entrambi interpretati dallo stesso attore, Giulio Brogi).

Anche il collega Gabriele Muccino affida il suo saluto a un tweet: "Che infinita tristezza e che incolmabile vuoto, Maestro". Si è affacciato sul mondo del cinema lavorando come assistente di Pier Paolo Pasolini, suo vicino di casa.

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