Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Gli USA consigliano all’Italia di evitare i dispositivi Huawei, il colosso risponde

Huawei USA chiedono boicottaggio globale Usa chiedono agli alleati di boicottare la Huawei per rischi alla sicurezza
Esposti Saturniano | 23 Novembre, 2018, 23:44

Tante aziende e consumatori scelgono Huawei perché si fidano pienamente e riconoscono il valore che Huawei offre.

Lo sforzo americano ha visto funzionari dell'amministrazione organizzare una intensa serie di incontri e briefing informali con esponenti governativi e dirigenti del settore delle telecomunicazioni su scala globale per far avanzare la loro causa: tra i paesi coinvolti, ha rivelato il Wall Street Journal, oltre all'Italia ci sono la Germania e il Giappone.

Lo scorso 14 novembre il quotidiano The Australian, aveva rivelato che la Casa Bianca si prepara ad annunciare restrizioni formali nei prossimi mesi, che rispecchieranno misure adottate dall'Australia e avranno l'effetto di bandire tutte le compagnie di telecomunicazioni cinesi da ogni coinvolgimento nella rete mobile 5G. Immediata la risposta del colosso asiatico: "Il governo Usa va oltre la sua giurisdizione". Tali reti rendono possibile il cosiddetto "internet delle cose": dagli oggetti d'uso domestico alle auto, fino alle fabbriche e agli impianti, tutto sarà connesso e quindi vulnerabile ad attacchi hacker.

I rischi di sicurezza informatica sono considerati più elevati nei paesi alleati degli USA in cui sono presenti basi militari statunitensi: pur impiegando reti e strutture dedicate, gran parte delle comunicazioni e dei dati transitano infatti su reti commerciali, dove i dispositivi Huawei sono largamente impiegati.

Immediata la replica di Huawei, che si è detta "sorpresa dai comportamenti del governo statunitense descritti nell'articolo" del Wall Street Journal. E' quello che gli Usa agli alleati di "boicottare" e la motivazione sarebbe per i rischi alla sicurezza.

Ricordiamo che Huawei ha già scalzato Apple ed è diventato il secondo costruttore al mondo di smartphone alle spalle di Samsung, posizione detenuta anche in Europa, con numeri consistenti nel nostro Paese. Se gli Usa porteranno al 25% i loro dazi sulla Cina, ha avvertito l'Ocse in settimana, il tasso di crescita del Pil mondiale nel 2020 potrebbe scendere dal 3,5% previsto al 3%.

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