Giovedi, 13 Dicembre, 2018

Morbillo: 100 casi tra infermieri e medici nel 2018

Morbillo ecco il piano Grillo 500mila giovani da vaccinare entro il 2019 Morbillo, il piano del ministero: "Vacciniamo 800 mila giovani"
Machelli Zaccheo | 17 Novembre, 2018, 02:22

"Ogni caso di morbillo è potenzialmente in grado di causare 16-18 casi secondari. È quindi assolutamente inaccettabile che un operatore sanitario non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti, evitando di contribuire alla diffusione dell'infezione". A questo proposito, come già rilevato dal presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Walter Ricciardi, si potrebbe fare riferimento alla già esistente legge per la sicurezza sui luoghi di lavoro che obbliga datore di lavoro e lavoratore ad attuare le misure per la prevenzione dei rischi: sulla base di tale norma sarebbe infatti già possibile la previsione della vaccinazione obbligatoria per gli operatori sanitari. Tra i 100 operatori sanitari ammalatisi, precisa la Simit, 83 non erano mai stati vaccinati, mentre 8 lo erano in maniera incompleta. Tra questi - sottolinea il presidente Simit Massimo Galli - rientrano molte donne in età fertile. "E bisogna rilanciare la vaccinazione anche in ampi strati di giovani adulti rimasti fuori dagli interventi di prevenzione e tra gli operatori sanitari in primo luogo". Il target principale è il morbillo che viene visto come un pericolo soprattutto per la popolazione adulta.

Galli si sofferma poi sulle ultime notizie di cronaca che arrivano da Bari. "Gli infettivologi italiani non possono che esprimere il loro completo dissenso verso qualsiasi posizione che possa indurre a ritenere che i problemi inerenti le vaccinazioni siano da considerarsi superati o di prossima risoluzione, o che dia spazio a tentativi di aggirarli con scappatoie non suffragate da alcun fondamento scientifico".

Da qui l'allarme della Simit: "A oggi, e vista la situazione - afferma Galli - l'obbligo vaccinale rigorosamente applicato resta l'unica via percorribile per un periodo che non è possibile prevedere di breve durata. Non solo le coperture richieste dall'Oms e dall'evidenza scientifica contro le infezioni prevenibili mediante vaccinazione non sono ancora state raggiunte, ma anche solo il pieno mantenimento nel tempo della copertura vaccinale nei nuovi nati in piu' anni consecutivi potra' permettere il conseguimento dei risultati necessari". "Ogni ulteriore sottovalutazione in questo momento - conclude - può essere foriera di pericolose conseguenze ai danni della salute pubblica". La strada che si vuole percorrere è sempre più vicina alla reintroduzione dell'obbligo nonostante le polemiche dei no-vax continuino ad essere una scomoda realtà.

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