Mercoledì, 26 Giugno, 2019

Nicchi: "Sono preoccupato per quanto accaduto nel Lazio"

Arbitro aggredito a San Basilio, sospesi tutti i campionati nel Lazio Direttore di gara aggredito, l'Aia contro la violenza: “Niente arbitri nel Lazio”
Cacciopini Corbiniano | 15 Novembre, 2018, 02:17

Si valuteranno nuove e analoghe iniziative al verificarsi di ogni ulteriore episodio di violenza grave. E l'Associazione italiana arbitri, con il suo presidente Marcello Nicchi, ha deciso di dire basta: "Questa settimana l'Aia non invierà direttori di gara ai campi di gioco per tutte le partite in programma nei campionati dilettanti del Lazio".

Supporto espresso anche dal numero uno del Coni Giovanni Malagò: "Serve indispensabilmente crescere di cultura a 360 gradi - ha detto a margine di un evento a Palazzo H a Roma - per tutti coloro che operano nel mondo del calcio e nello sport in generale: nel calcio, perché è sicuramente il settore maggiormente caratterizzato da questi episodi, ma anche in tutta la comunità formata da allenatori, dirigenti, atleti, tifosi e addirittura familiari". "L'appello della mamma di questo ragazzo e di tutti gli arbitri aggrediti non resteranno inascoltati - ha promesso - Ci saranno dei provvedimenti, quelli che si fanno carico di queste violenze non possono far parte del nostro mondo". L'arbitro del match del campionato di Promozione tra Virtus Olympia e Atletico Torrenova, Riccardo Bernardini della sezione di Ciampino, è stato aggredito ed è finito in ospedale, dopo aver rischiato la vita per un principio di soffocamento. Così il sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti.

Salvini: 300 arbitri picchiati. "Ne abbiamo parlato con il ministro dell'Interno Matteo Salvini e già domani incontreremo, se lui fosse disponibile, il presidente degli arbitri Marcello Nicchi". "Vi rendete conto della follia?". "Ci sono 35mila arbitri - ha spiegato il ministro - che dirigono, gratis, in 11mila campetti di periferia". Questo è intollerabile. Nessuno può permettersi di infangare con comportamenti inqualificabili, non solo nello sport ma anche nella società civile, il lavoro quotidiano dei tanti che insistono ed investono sui principi di lealtà e correttezza propri dell'attività sportiva, che assicurano incontri accesi dal punto di vista agonistico, ma disputati nella massima serenità e nel rispetto degli avversari e dei direttori di gara, e che ora si vedono dipinti come violenti ed aggressivi.

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