Lunedi, 18 Novembre, 2019

Opec: domanda di petrolio prevista in calo nel 2019

Russia stabilisce record di estrazione del petrolio Petrolio: Trump attacca l’Opec e spegne il rimbalzo dei prezzi. Appuntamento al 6 dicembre
Esposti Saturniano | 14 Novembre, 2018, 14:41

L'Opec e i suoi alleati, vale a dire anche la Russia, "decideranno al meeting di dicembre sulla formula per gestire la sovrapproduzione", ha spiegato il ministro del Petrolio dell'Oman, Mohammed Al-Rumhy, aggiungendo però che "in molti" si sono espressi a favore di un taglio.

La sensazione, dunque, è che la riduzione ci sarà, anche se le dichiarazioni ufficiali dei vari ministri dell'Energia, con qualche distinguo, sono state di carattere attendista.

E' troppo presto per dire se i Paesi produttori di petrolio taglieranno le quote di produzione come antidoto alla caduta dei prezzi. Dai primi di ottobre il greggio ha perso circa il 20%, precipitando sotto 60 dollari (il Wti americano) e sotto 70 dollari (il Brent).

Questo perché i timori legati al calo delle forniture per la crisi venezuelana e le sanzioni all'Iran si sono rivelati in gran parte infondati: da un lato i maggiori produttori non si sono fatti pregare ad incrementare la produzione e dall'altro le esenzioni all'embargo concesse dall'amministrazione statunitense, di cui beneficia anche il nostro Paese, hanno annacquato la portata delle sanzioni. Nel gennaio 2017 il gruppo ha attuato tagli di produzione per ridurre un surplus globale che ha causato il riacquisto dei prezzi. Prendendo la posizione opposta, il ministro dell'Energia russo Alexander Novak ha dichiarato di non essere convinto che il mercato petrolifero rimarrà sovraffollato nel 2019.

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