Mercoledì, 19 Giugno, 2019

Tim, i conti tornano in rosso dopo svalutazione per due miliardi

Tim si cambia, Genish al capolinea Analisi del sottostante: Telecom Italia
Esposti Saturniano | 12 Novembre, 2018, 13:20

L'utile netto si attesta a 1,2 miliardi di euro prima della svalutazione dell'avviamento domestico, a seguito della quale il dato risulta negativo per 0,8 miliardi di euro. Lo si apprende dai conti della telco. I primi nove mesi si sono chiusi con ricavi complessivi di 14,2 miliardi di euro, in aumento dell'1,1% su base organica, ma in flessione del 3,1% su base comparabile. L'ebit è pari a 617 milioni di euro ma quello confrontabile ammonta a 762 milioni (-73,1%).

Il gruppo ha comunicato che le stime di un debito netto per l'anno in corso a 2,7 volte circa l'Ebitda, il margine operativo lordo (al netto dei costi sostenuti dalla società per il 5G, della multa relativa al golden power, della svalutazione del real brasiliano e, in lineo generale, delle tensioni sul mercato interno) presumibilmente non verrà rispettato, riducendo la capacità della società di ripagare il suo debito.

"Questi risultati mostrano la totale disorganizzazione della società e il fallimento della nuova governance", è stato il primo commento di Vivendi - che detiene il 23,94% del capitale in Tim -, che, tramite un portavoce ha attaccato Elliott. "I risultati dimostrano che il fondo attivista, che aveva promesso molti miglioramenti, ha messo in atto una politica di performance di breve termine che non ha mantenuto le sue promesse e questo è riflesso nel prezzo delle azioni", ha rimarcato la media company francese che si è detta "estremamente preoccupata per il basso livello delle azioni di Tim che riflette il deterioramento dei risultati rispetto al piano industriale". "Questo atteggiamento irresponsabile è una nuova prova dell'attuale governance di Elliott".

Gli investitori guardano anche al CdA del prossimo 6 dicembre, mentre tornano voci su una "sfiducia" per i risultati della gestione dell'Amministratore Delegato, Amos Genish, (riconfermato dal nuovo board formato da Elliott), dopo l'affondo di Vivendi lo scorso settembre.

Il portavoce aggiunge che la decisione di svalutare è stata "improvvisa, insolita e destabilizzante per la società".

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