Lunedi, 16 Settembre, 2019

Roma, referendum sull’Atac: quando si vota e perché

Referendum Atac, dove e come si vota domenica 11 novembre 2018 a Roma REFERENDUM ATAC Il Pd lancia la campagna per il Sì
Esposti Saturniano | 11 Novembre, 2018, 14:35

Dalle 8 alle 20 i romani sono chiamati alle urne per decidere, attraverso un referendum consultivo, il futuro del trasporto pubblico della Capitale.

Social, politica e cittadini pronti alla maxi-mobilitazione in vista di domenica 11 novembre. Trovate il file da scaricare all'interno di questa guida dedicata al referendum Atac dell'11 novembre, dove faremo chiarezza su tutti i vostri dubbi in merito rispondendo alle domande su quando, come e per cosa si vota.

Può esprimere il proprio voto ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali capitoline e le persone, non residenti a Roma, che studiano o lavorano regolarmente nella Capitale.

Dalla parte del Sì ci sono anche i militanti del Partito Democratico che dopo una consultazione nei circoli Dem hanno deciso di votare in maniera favorevole al referendum. Il quorum è fissato al 33%, deve quindi votare un terzo degli aventi diritto affinché il risultato sia valido. Sarebbero 759 mila cittadini su quasi 2,4 milioni di aventi diritto. La questione potrebbe finire al Tar. Insieme ai 5S sono per il no la Lega, LeU, FdI, Casapound, sindacati e una serie di comitati che si sono costituiti ad hoc. La messa a gara del servizio servirà innanzitutto a correggere la stortura secondo cui il controllore del servizio, ovvero il Comune, e il controllato, ovvero Atac sono di fatto lo stesso soggetto: già uscire da questa situazione grottesca poterà un benefit per la città. Ma c'è un'enorme resistenza anche solo a dibattere di una possibile alternativa all'affidamento in house del servizio che le amministrazioni pubbliche, peraltro, dovrebbero scegliere solo in via di eccezione rispetto alla gara: il regolamento europeo del 2007 indica come modalità prioritaria per affidare la gestione del servizio dei trasporto pubblico locale la gara europea. L'obiettivo è aumentare la concorrenza fra i servizi di trasporto.

"Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l'esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?".

La Regione Lazio infatti, con un emendamento al bilancio presentato dal consigliere radicale Alessandro Capriccioli, aveva messo a disposizione dei suoi Comuni - Roma compresa - una posta ad hoc per finanziare l'invio postale a tutti i romani di un'informazione bipartisan contenente le istruzioni per il voto agli eventuali referendum consultivi convocati ma, si legge nel meme, Raggi e Meleo "non hanno voluto usarla". Credo che questo sia vero solo in parte, considerando i tanti No e i tanti che non hanno nemmeno ritirato la scheda. A pochi giorni dalla consultazione per la liberalizzazione del trasporto pubblico romano, i dem scendono in campo a favore di quest'ultima. Così come, sempre Sabella aveva individuato come l'emergenza programmata fosse (è ancora così?) prassi diffusa al Comune di Roma. È stata ammessa al concordato preventivo dal Tribunale fallimentare di Roma. Nonostante la proposta di mettere a gara il servizio dal 2019, la sindaca Raggi ha già rinnovato il contratto fino al 2021. L'azienda copre 153 milioni di chilometri di linee con la metropolitana, bus, tram e filobus in città. C'è un'agenzia comunale per la gestione del trasporto ed è pubblica la scelta dei prezzi dei biglietti.

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