Martedì, 20 Novembre, 2018

FOTO USA, elezioni midterm: 32 milioni contro 42: mi spiegate un po'?

Gli Stati Uniti al voto di Midterm Gli Stati Uniti al voto di Midterm
Evangelisti Maggiorino | 10 Novembre, 2018, 16:25

In gioco nel voto di ieri c'erano i 435 seggi della Camera (dove il mandato ha durata biennale) e 35 dei 100 seggi del Senato (dove invece si resta in carica sei anni; due di questi seggi, però, saranno occupati solo per due anni perché si tratta di elezioni speciali, necessarie per le dimissioni dei senatori in carica).

Il Partito Democratico ha ottenuto la maggioranza nella Camera dei Rappresentanti dopo le elezioni di questo martedì 6 novembre, e se questa è una sconfitta dell'organizzazione politica repubblicana, lo è soprattutto per Donald Trump, uno dei presidenti più polarizzatori e impopolari nella storia moderna. "Non c'è stata nessuna onda blu democratica", ha aggiunto il tycoon. Con le elezioni di midterm sembra abbiano aggiunto altri 20 seggi al bottino, cosa che, raggiungendo i 218 seggi, gli permetterebbe effettivamente di conquistare la maggioranza assoluta su questa ala del Congresso. Facciamo un breve salto indietro e riepiloghiamo gli avvenimenti che hanno caratterizzato la campagna preparatoria al voto, da molti ritenuto un referendum di verifica sul lavoro finora svolto da Donald Trump. L'opposizione ha ora il potere di convocare i testimoni nelle indagini parlamentari e il procuratore speciale Robert Mueller si prepara a chiudere alcuni filoni della sua inchiesta sul Russiagate in un contesto politico nettamente più ostile al presidente, il quale si prepara a farsi rieleggere nel 2020.

Midterm: le elezioni negli Usa sanciscono un buon successo dei democratici.

Comunque, fino al 3 gennaio Trump ha due camere nelle sue mani, una Suprema Corte a maggioranza repubblicana che aumenterebbe se la povera Justice Ginsburg, gravissima, dovesse essere sostituita da un nominato da Trump.

La conferma della maggioranza al Senato consentirà ai repubblicani di continuare ad approvare le nomine dei giudici conservatori, alla Corte Suprema e negli altri tribunali; controllare la linea della politica estera; e difendere Trump dalla possibile procedura di impeachement. Dai sobborghi di Richmond e Chicago e addirittura da Oklahoma City, un gran numero di candidati all'insegna della diversità, moltissime donne, molti alle prime armi, ha vinto contro i repubblicani. Stando ai sondaggi, dunque, i democratici sono considerati favoriti per la Camera, mentre i repubblicani dovrebbero conservare il controllo del Senato.

"Sì c'è un partito democratico che è in grado di reagire, portare dei volti nuovi". Per i repubblicani e Trump, a conti fatti, i senatori potrebbero salire ad almeno 53 su cento da 51. Ha sconfitto il repubblicano Dennis Soucy con 907 voti contro 718, come riporta il Concord Monitor. Il Texas invece ha eletto per la prima volta deputate ispaniche, entrambe democratiche: sono Veronica Escobar e Sylvia Garcia.

Questo risultato si traduce in un segnale di debolezza delle possibilità di Trump in vista della sua seconda elezione nel 2020. Per quanto criticate a livelli internazionale la strategia si è rivelata spesso vincente, i Paesi confinanti sono stati i primi a preferire sedersi al tavolo dei negoziati per trovare una soluzione ed evitare lo scontro, e hanno accettato una clausola che ora spaventa l'Europa. Come in Texas, teatro della supersfida tra l'ex candidato presidenziale Ted Cruz e l'astro nascente del partito democratico Beto ÒRourke, "l'Obama bianco" come è stato ribattezzato.

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