Lunedi, 19 Novembre, 2018

Ue stronca governo: deficit Pil al 2,9% nel 2019

Il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici col presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker Il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici col presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker
Esposti Saturniano | 09 Novembre, 2018, 15:07

Il vicepresidente della Commissione Ue aggiunge che "a livello nazionale bisogna costituire cuscinetti fiscali e ridurre il debito per assicurare che i benefici della crescita siano avvertiti anche dai membri più vulnerabili della società".

Dello stesso avviso il presidente del Consiglio Conte, che accusa Bruxelles di sottovalutare l'impatto della manovra sulla crescita, confermando le stime del governo.

"Le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio (DPB), della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia", rimarca il ministro dell'Economia in una nota. "Una ripresa degli export e una maggiore spesa pubblica sosterranno la crescita moderatamente ma l'associato rischio nel deficit, assieme ad interessi più alti e considerevoli rischi al ribasso, mette in pericolo la riduzione dell'alto debito", si legge nel testo. "Ci dispiace constatare - sottolinea - questa défaillance tecnica della Commissione, che non influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il Governo italiano".

Pronta replica del ministro Tria alle previsioni pessimistiche della Commissione UE su deficit e debito.

L'Italia si conferma ultima per crescita in tutta Europa sia per il 2018 che per il 2019 e il 2020.

SALDO STRUTTURALE - Il saldo strutturale è previsto deteriorarsi al -3% del Pil (potenziale) nel 2019.

Se Roma punta sulla manovra espansiva e vede nel triennio un Pil in aumento dell'1,3% nel 2018, dell'1,5% nel 2019 e dell'1,6% nel 2020, per Bruxelles la crescita dell'Italia si ferma all'1,1% nel 2018, all'1,2% nel 2019 e all'1,3% nel 2020. Il motivo è "il deterioramento del bilancio" pubblico, unito ai "rischi al ribasso per la crescita nominale". Andiamo avanti con le nostre stime sui conti pubblici, sulla crescita che aumenterà e sul debito e il deficit che diminuiranno. I prezzi al consumo, cioè l'inflazione, sono visti in aumento dell'1,3% quest'anno, dell'1,5% nel 2019, principalmente per effetto dell'aumento dei prezzi del petrolio, mentre sono previsti al +1,4% nel 2020. Il tasso di disoccupazione è previsto in calo dall'11,2% del 2017 al 10,7% quest'anno, al 10,4% nel 2019 e al 10% nel 2020.

CRESCITA - Secondo la Commissione europea le prospettive di crescita dell'Italia "sono soggette ad un'elevata incertezza, con rischi al ribasso intensificati. Una crescita prolungata dei rendimenti dei titoli di Stato peggiorerebbe le condizioni di raccolta per le banche e ridurrebbero ulteriormente l'offerta di credito, mentre la spesa pubblica potrebbe scoraggiare gli investimenti privati".

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