Martedì, 20 Novembre, 2018

Ecco perché Trump può essere soddisfatto del voto di Midterm

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Evangelisti Maggiorino | 08 Novembre, 2018, 02:11

Se combiniamo questi due elementi con gli exit poll pubblicati dalla CNN ieri sera, si comprende come si sia configurata tale situazione: circa il 67% della popolazione ha dichiarato che Donald Trump è stato il tema principale o uno dei principali temi che hanno indirizzato il suo voto. Sono più di 100.

Gli americani votano per rinnovare l'intera Camera e un terzo del Senato: al momento in entrambi i rami del Congresso la maggioranza è dei Repubblicani; i Democratici per conquistare la Camera hanno bisogno di 23 seggi, mentre in Senato la sfida per i Dem è più difficile, perché molti dei senatori in carica devono vincere in Stati che nel 2016 hanno votato per Donald Trump. Ma gli Stati Uniti cambiano incessantemente e l'analisi dei risultati del 2018 e il profilo dei nuovi politici porterebbero a concludere che sono anche una nazione capace sempre di sorprendere. Candidata con un programma basato sulla promessa di assistenza sanitaria, riforme del lavoro e della legge sull'immigrazione, ispirato a quello del'ex candidato alla Casa Bianca Bernie Sanders, il senatore del Vermont che ieri ha vinto un nuovo mandato, la giovane di origine portoricana è diventata il volto simbolo dell'onda blu progressista che ha conquistato la Camera. Esattamente a metà strada tra una campagna presidenziale vinta e l'altra che si andrà ad affrontare, questo tipo di elezione coagula di norma lo scontento verso l'operato del "commander in chief" piuttosto che esaltarne il consenso. Sembra non essersi verificata la "blue wave" ("onda azzurra" - l'azzurro in America è il colore dei Democratici, ndr) che alcuni paventavano: i Democratici hanno sì prevalso, ma senza "travolgere" i Repubblicani. Nata nel Bronx 29 anni fa, è la donna più giovane eletta al Congresso. Mentre nel Sunshine State Bill Nelson dopo un testa a testa si è dovuto arrendere all'ex governatore repubblicano Rick Scott. Queste Midterm sono state anche la "prima volta" per delle deputate native americane (Davids e Haaland, elette in Kansas e New Mexico). Anche per quanto concerne i Governatori oggi le donne hanno raggiunto numeri da record. "La vittoria più grande dai tempi di Kennedy nel 1962 per un partito che sostiene il presidente". "Si tratta di uno strumento troppo complesso, le persone non capirebbero", la risposta di Trump, che si è detto "non preoccupato" dall'indagine sul Russiagate: "Potrei licenziare tutti adesso, ma non voglio fermare", non voglio farlo "politicamente", ha spiegato Trump, definendo le indagini del procuratore speciale Robert Mueller come "una disgrazia", "un imbarazzo per il nostro Paese". Infatti, prendendo in considerazione i votanti compresi tra i 18 e i 39 anni, quindi anche i new voters - cioè coloro che si recavano a votare per la prima volta in queste midterms -, è evidente una propensione mai registrata negli ultimi dieci anni a preferire l'area democratica.

Oltre alla presa di posizione di Rihanna sullo sfruttamento delle sue composizioni per i rally elettorali di Trump, altre celebrities hanno deciso di farsi sentire in merito alle elezioni con una serie di inviti a recarsi alle urne.

Il repubblicano ha voluto sottolineare come il prossimo Congresso, che avrà una maggioranza democratica alla Camera ed una repubblicana al Senato, dovrà cercare di superare le divisioni.

Adesso i Dem possono sfruttare i risultati raggiunti per contrastare l'amministrazione Trump e le politiche del presidente.

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