Martedì, 20 Novembre, 2018

Obama, crescita merito mio non di Trump

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Evangelisti Maggiorino | 07 Novembre, 2018, 20:02

Intanto Obama rivendica come suo il boom dell'economia statunitense e accusa Trump come l'artefice di una politica divisiva e di non raccontare la verità. In gioco c'è il destino dell'agenda di Trump, tutta ispirata alla dottrina dell'America First, l'America prima di tutto, e in prospettiva anche le chance di rielezione alle presidenziali del 2020. "Siamo l'unico Paese al mondo in cui una persona entra e ha un bambino, il bambino è' essenzialmente un cittadino degli Stati Uniti per 85 anni, con tutti i benefici", ha dichiarato Trump in un'intervista di Axios su Hbo che sarà' in onda il 4 novembre prossimo e di cui è' stato anticipato un estratto. In questo senso Obama ha rappresentato davvero per milioni di individui "the hope", la speranza (anzi: la certezza) che i tempi stessero per cambiare: e lo fu con una forza planetaria paragonabile solo a quella della Rivoluzione francese, o quella del 1848, o quella russa. L'ex presidente è sceso in campo a favore dei candidati democratici soprattutto negli Stati in bilico, per provare a fare la differenza, smascherando la retorica di Trump, fondata sulla paura, l'ostilità e la divisione. Posizioni spesso dettate dal fatto che l'Indiana è un red state, ossia uno stato a maggioranza repubblicana dove Trump ha vinto a man bassa. Obama ha ricordato che economia e occupazione hanno iniziato a crescere negli ultimi 21 mesi del suo mandato.

Intanto sono già 33 milioni gli elettori americani che hanno già esercitato il loro dirito di voto, un numero in questa fase superiore a quello registrato quattro anni fa.

Lo stesso vale per il Senato che, però, ha anche altri poteri, come la conferma delle nomine ai seggi permanenti della Corte Suprema. Queste le parole di Trump, che attacca il suo predecessore anche in merito al rapporto con i media.

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