Martedì, 20 Novembre, 2018

Midterm, Trump perde la Camera

Gli Stati Uniti al voto di Midterm: prevista un’affluenza “record” I Democratici riconquistano la Camera dopo 8 anni. Ma il Senato resta ai repubblicani
Evangelisti Maggiorino | 07 Novembre, 2018, 19:56

E infatti il tycoon mentre lo spoglio era in corso e si profilava il risultato aveva dichiarato: "Nessun bagno di sangue", per poi twittare che l'esito del voto è stato un "un enorme successo", riferendosi alla solida maggioranza che i Repubblicano hanno saputo mantenere al Senato. Le elezioni di midterm statunitensi sono andate secondo le attese: i Democratici hanno guadagnato molti seggi alla Camera, conquistando la maggioranza assoluta e strappandone il controllo ai Repubblicani; Repubblicani che però hanno mantenuto il controllo del Senato, persino aumentando il proprio "bottino" (da 51 a 54-55 seggi). "Grazie a tutti!". E' quanto ha scritto Donald Trump su Twitter, nonostante la sconfitta alla Camera. L'America si è recata alle urne in massa per le elezioni di metà mandato e stanotte i risultati Stato per Stato diranno se Donald Trump avrà ancora una maggioranza repubblicana in Congresso pronta a sostenere l'agenda dell'America First. Ci si attende che le commissioni della Camera indaghino sulle interferenze elettorali della Russia, sulla presunta complicità del comitato Trump, ma anche sui sospetti di corruzione in alcuni membri dell'amministrazione Trump e sulle presunte irregolarità negli affari personali del presidente. La Cnn per celebrare questo risultato titola "Non è l'anno della donna, è l'anno delle donne", la testata Politico ha attivato sul sito The Women Rule Candidate Tracker, un contatore che monitora in tempo reale candidature, vittorie e sconfitte.

Dopo otto anni il Partito democratico ha ripreso il controllo della Camera. O forse ne ha già più di quanta ne sfoggiasse Trump il giorno dell'elezione a "comandante in capo".

In palio c'erano 435 seggi della Camera e 35 dei 100 seggi del Senato. Da segnalare che i deputati rimangono in carica per due anni, mentre i senatori per sei anni. Ma la divisione del paese, la solidità della maggioranza al Senato e, di fatto, il non sfondamento reale dei democratici se non nel consenso, per il voto degli Stati costieri molto popolati, non dovrebbero procurare ripercussioni notevoli nella linea della Casa Bianca.

L'affluenza record registratasi da una parte all'altra degli Stati Uniti fa ben sperare i democratici, che gli ultimissimi sondaggi hanno continuato a dare in leggero vantaggio.

E' un Congresso diviso quello che esce dalle elezioni di midterm del 2018.

L'infografica successiva riassume i risultati della corsa ai governatorati.

Il governatore repubblicano del Winsconsin, Scott Walker, ha perso contro il democratico Tony Evers.

Paulette Jordan non diventerà dunque la prima governatrice nativo americana degli Stati Uniti. Così Nancy Pelosi ha festeggiato la vittoria dei democratici alla Camera ringraziando "gli incredibili, dinamici, candidati, espressione della differenza, che hanno riconquistato la Camera per gli americani".

Al voto anche per 36 governatoriMa in queste elezioni di midterm si vota anche per rinnovare 36 dei 50 governatori: i Repubblicani devono difendere 26 Stati, contro i 9 dei Democratici; c'è poi un governatore indipendente, Bill Walker (Alaska), che potrebbe cedere il posto al candidato repubblicano. Questa notte sono inoltre state elette le prime due donne musulmane in Congresso: Rashida Tlaib e Ilhan Omar.

E così è stata eletta Ayanna Pressley, prima afroamericana che siederà alla Camera dei Rappresentanti in Massachusetts. Democratico, è diventato governatore del Colorado.

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