Martedì, 20 Novembre, 2018

Chiude a Novi Ligure lo stabilimento della Pernigotti nata nel 1860

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Esposti Saturniano | 07 Novembre, 2018, 17:43

La fabbrica Pernigotti di Novi Ligure, storica produttrice di cioccolatini, chiude e con essa vengono messi a rischio cento posti di lavoro. La notizia è stata data martedì da Tiziano Crocco, segretario generale dell'Unione italiana dei lavori agroalimentari (Uila) dopo l'incontro dei sindacati con l'amministratore delegato: "I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano", ha aggiunto.

- LA PIAZZA DEL MERCATO A NOVI, GLI INIZI Tutto ha inizio nel 1860, quando Stefano Pernigotti apre nella piazza del Mercato, a Novi Ligure, una drogheria specializzata in 'droghe e coloniali', famosa in tutta la zona (parliamo degli anni in cui Torino e' capitale d'Italia) per la produzione di un pregiato torrone. L'azienda, fondata nel 1860 e famosa per il gianduiotto, licenzierà 100 delle 200 persone che impiega (50 alla produzione nello stabilimento che verrà chiuso e le restanti nel marketing e nell'amministrazione). Nel 1914 con la Prima guerra mondiale alle porte, il Governo Italiano proibisce l'impiego dello zucchero per la preparazione dei generi dolciari, fra i quali il torrone: ciò che poteva rappresentare un grave ostacolo per la produzione, si trasforma, grazie alla geniale intuizione di Francesco, in un'innovazione che arricchisce la qualità dell'azienda. La Pernigotti di Novi Ligure, nell'alessandrino, ha infatti annunciato la chiusura, con conseguente licenziamento di tutti i dipendenti. Nel 1935, poi, Paolo Pernigotti compra la cremonese Enea Sperlari, specializzata nella produzione del torrone, e l'anno successivo si cimenta in una nuova scommessa, i preparati per gelateria. Un bombardamento distrugge la fabbrica che viene ricostruita negli ex magazzini militari di viale della Rimembranza, dove ancor oggi la Pernigotti ha sede.

- IL GIANDUIOTTO PRODOTTO DI PUNTA E ALTRE PRELIBATEZZE Nel 1919 a Francesco succede il figlio Paolo, che prende le redini dell'azienda di famiglia. Con gli anni ottanta sopraggiunge un periodo di crisi che porterà alla cessione della Sperlari nel 1981 agli americani della H.J.Heinz Company. Nel 2000 cede anche la Streglio ad una nipote.

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