Martedì, 20 Novembre, 2018

Le elezioni di medio mandato tengono saldo il ruolo di Trump

Perché le elezioni Usa sono un referendum su Trump Gli Stati Uniti al voto di Midterm: prevista un’affluenza “record”
Evangelisti Maggiorino | 07 Novembre, 2018, 11:35

Ma il risultato di questo gigantesco sondaggio sulla sua figura, dopo due anni tormentatissimi e logoranti, danno l'idea che il presidente, attaccato da tutte le parti, ha indubbiamente sfoderato un'incredibile forza di resistenza, basata con tutta probabilità sull'ottimo andamento dell'economia americana, con una disoccupazione che è di poco superiore al 3 per cento, un dato che molti economisti definiscono quasi fisiologico. I democratici comunque assestano un colpo duro ai loro avversari con un distacco generale di nove punti che non si vedeva dalle elezioni del 2008, le prime vinte da Barack Obama sull'onda dell'entusiasmo popolare. 'L'America è di nuovo rispettata in tutto il mondo', ha detto Trump nel suo ultimo comizio prima del voto.

Il Presidente Trump ora è quella che in gergo si definisce "anatra zoppa": non ha più la maggioranza in entrambi i rami del Congresso, e dovrà scendere a compromessi sui Democratici se vorrà far passare le sue riforme. In genere l'alta affluenza favorisce i dem ma resta da vedere se con sua intensa campagna in giro per il Paese Donald Trump e' riuscito a mobilitare la sua base.

Paulette Jordan non diventerà dunque la prima governatrice nativo americana degli Stati Uniti.

Jared Polis, è il primo gay dichiarato eletto governatore nella storia degli Stati Uniti.

Tra le sfide per i governatori degli stati la sfida finisce senza vincitori né vinti: i Democratici vincono in diversi stati dove governavano i Repubblicani (Illinois, New Mexico, Michigan, Kansas - quest'ultimo un "red state").

Lo spoglio non è ancora terminato, ma i Democratici dovrebbero più di 30 seggi rispetto ai 194 che avevano alla vigilia: questo dovrebbe proiettarli ben oltre i 218 seggi necessari per vincere la maggioranza di questo ramo del Congresso. Tuttavia, con il Senato controllato dai repubblicani chiamato a giudicare i presupposti di un'eventuale accusa, sarà difficile che la procedura abbia successo.

Molto probabilmente, il ruolo del presidente Donald Trump sarà decisivo, in un modo o nell'altro: potrebbe permettere al partito repubblicano di confermarsi maggioranza o spingere tutti i suoi critici ad andare a votare, contro di lui; nelle ultime settimane, ha messo l'immigrazione irregolare al centro del dibattito politico, nella speranza di indebolire i democratici, accusati di essere responsabili delle carovane di migranti che arrivano dai Paesi dell'America centrale. Sembra non essersi verificata la "blue wave" ("onda azzurra" - l'azzurro in America è il colore dei Democratici, ndr) che alcuni paventavano: i Democratici hanno sì prevalso, ma senza "travolgere" i Repubblicani. I democratici solo in otto stati.

Sulla carta, anche in Senato i democratici potrebbero riconquistare la maggioranza, ma hanno soprattutto da perdere da queste elezioni: solo 9 dei 35 seggi in palio sono difesi dai repubblicani, mentre gli altri sono al momento occupati dai democratici (due, in realtà, sono occupati da indipendenti, che però in Aula votano con i democratici). Se si dovesse arrivare a un Congresso diviso, le possibilità di approvare leggi di una certa importanza sarebbero vicine allo zero. E' probabile che i primi dati affidabili sull'affluenza, relativi sempre agli stati della costa Est siano pubblicati entro la mezzanotte italiana. In particolare la CNN crede che i Partito Democratico otterrà 238 seggi, mentre i repubblicani si fermeranno a 197.

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