Martedì, 20 Novembre, 2018

No, lo studio sul collegamento tra cellulari e cancro non dimostra nulla

Smartphone Scienziati radiazioni dei telefoni cellulari provocano il cancroCC0
Machelli Zaccheo | 06 Novembre, 2018, 14:52

I ratti oltre ad avere una biologia diversa dalla nostra sono stati esposti a 9 ore quotidiane di radiazioni che comunque erano a livelli del tutto superiori a quelli previsti nei nostri dispositivi.

Nemmeno il più lungo e costoso studio sull'argomento, recentemente effettuato dall'agenzia pubblica americana National Toxicology Program, ha fatto piena luce sul legame tra telefonini e cancro.

Il National Toxicology Program ha ottenuto una "chiara evidenza" di tumori al cuore nei ratti maschi, maligni, noti come neurinomi, "qualche evidenza" di glioma (tumore maligno al cervello) nei ratti maschi e "qualche evidenza" di tumore alle ghiandole surrenali. Tutte le evidenze sono "Ambigue " sui topi maschi. Paradossalmente, i ratti maschi che sfuggivano al cancro avevano poi una durata della vita nel complesso superiore alla media.

Negli anni sono state eseguite centinaia di ricerche scientifiche, su animali ed esseri umani, per verificare se le onde radio emesse dai cellulari possano essere nocive. Le radiazioni emesse dagli smartphone sono ormai da anni indicate come una delle possibili cause di tumore, ma non esistono evidenze incontrovertibili che vanno a confermare questa tesi.

Nessuna evidenza certa, invece, per il tumore al cervello. Misteri della biologia, o forse della statistica. "In questo studio, l'intero corpo dei topi è stato irradiato mentre le persone di solito mettono il telefono in un punto specifico sulla loro testa e non lo fanno così spesso", ha spiegato John Butcher, capo del National Toxicology Program. I censimenti e gli studi epidemiologici sugli uomini non hanno mai presentato motivi di allarme. I ratti e i topi sono stati sottoposti a radiazioni con una frequenza di 900 megahertz, tipiche dei cellulari di seconda e terza generazione (2G e 3G), diffusi soprattutto negli anni Novanta. Oggi usiamo cellulari di quarta generazione (4G) e ci si aspetta che intorno al 2020 arrivino i cellulari 5G: funzionano con frequenze molto più alte, che penetrano meno nel corpo umano.

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