Lunedi, 19 Novembre, 2018

Spread, Visco quantifica gli effetti "gravi" su banche e famiglie

Il Governatore Ignazio Visco archivio Visco archivio
Esposti Saturniano | 03 Novembre, 2018, 10:11

"Ciò accrescerebbe l'avanzo primario necessario anche solo a stabilizzare il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo".

Luigi Di Maio e Matteo Salvini continuano a scherzare con il fuoco, ma tra una diretta facebook e un'altra farebbero bene a imparare a memoria alcuni dati offerti dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco due giorni fa nel corso di un convegno dedicato alla Giornata del risparmio. L'allarme sul costo dell'aumento dei tassi di interesse arriva dal governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo il quale a questo livello dello spread, il differenziale di interesse tra Italia e Germania (sceso ieri a quota 304), si avrebbe una maggior spesa per interessi di circa 8,5 miliardi nel 20120 e di circa 11 nel 2021. Visco ricorda che nel 2019 dovranno essere collocati titoli pubblici per quasi 400 miliardi di euro e che "un clima di fiducia reciproca è indispensabile perché possa essere condotto a termine il processo di riforma della governance economica europea". Per le banche, ha spiegato, gli effetti si vedono "sull'aumento del costo della raccolta".

Tria, deficit non salirà, basato su stime tendenziali - Il deficit "non salirà come paventato da alcuni interlocutori, istituzionali e non" perché le stime del governo sono basate su una previsione di crescita tendenziale. Non sono colpi di fioretto quelli che vanno in scena alla Giornata mondiale del risparmio. E l'aumento dello spread è legato "in parti pressochè uguali" al rischio di default e all'eventualità di un'uscita dell'Italia dall'euro. Lo spread non è giustificato se si guarda ai fondamentali dell'economia italiana, ma mette sotto pressione le banche nonostante il sistema sia solido e vi sia stata un'importante riduzione delle sofferenze. È chiaro a tutti il nodo politico del confronto europeo, sottolineato dal messaggio di Mattarella: tutela del risparmio ed equilibrio dei conti sono "condizione essenziale dell'esercizio dell'effettiva sovranità del Paese".

"La gestione del risparmio da parte dello Stato, delle imprese bancarie, degli intermediari finanziari, costituisce il motore di uno sviluppo responsabile e sostenibile, un elemento centrale dell'esercizio del credito e deve obbedire a regole di assoluta trasparenza, di saggia amministrazione delle risorse, di protezione di depositi e investimenti".

Il risparmio privato - e non solo - non può venire sacrificato sull'altare del debito pubblico. È innanzitutto responsabilità del Governo di non mettere a rischio il risparmio degli italiani. La sua causa principale - ha aggiunto il Governatore - è la bassa produttività delle imprese, che hanno risposto con ritardo al drastico cambiamento tecnologico avviatosi un quarto di secolo fa: "in questo periodo le imprese italiane hanno innovato in misura generalmente insufficiente e sono cresciute poco".

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