Giovedi, 19 Settembre, 2019

Tigri e rinoceronti: la Cina vuole legalizzare l'uso di pelli e ossa

Tigri e rinoceronti la Cina rimette sul mercato le ossa delle due specie cancellato il divieto del 1993 La Cina rimette sul mercato ossa di tigri e rinoceronti: cancellato il divieto del 1993
Evangelisti Maggiorino | 02 Novembre, 2018, 10:56

Le zampe di tigre e i corni di rinoceronte sono un elemento della medicina tradizionale cinese.

Al momento sono solo 3.900 tigri e 30.000 rinoceronti rimasti in libertà e il bracconaggio è la più grande minaccia per le specie in via di estinzione. Ma 25 anni dopo fa un passo indietro clamoroso autorizzando l'uso di queste parti prelevate da animali in cattività. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lu Kang ha detto che proteggere le specie in via di estinzione vede la Cina mantenere una "posizione coerente" e che le modifiche servono soltanto a colmare alcune lacune della precedente regolamentazione.

Ambientalisti e animalisti temono (a ragione) che anche se limitato all'antiquariato e all'uso negli ospedali, questo commercio probabilmente aumenterà la confusione dei consumatori e delle forze dell'ordine su quali prodotti sono e non sono legali, e probabilmente aumenterà il commercio di altri prodotti di tigre e rinoceronte. Quindi non solo è stato legalizzato l'uso a scopo medico di parti di tigre e corno di rinoceronte ma anche il commercio interno di oggetti antichi ricavati da questi animali. "Stabilisce quello che è essenzialmente uno schema di riciclaggio per fare in modo che le ossa di tigre e il corno di rinoceronte illegali possano entrare nel mercato e perpetuare ulteriormente la domanda di queste parti animali". I medicamenti prodotti con le parti di queste due specie animali potranno essere prescritti ai pazienti dai medici riconosciuti dall'Amministrazione Statale per la Medicina Tradizionale Cinese, in base alle nuove direttive, e i rinoceronti che verranno utilizzati saranno solo quelli allevati in cattività, mentre le ossa di tigre dovranno provenire da esemplari morti di morte naturale.La mossa di Pechino è stata pesantemente criticata dal Wwf, secondo cui la decisione "cancella un divieto decennale che è stato strumentale a prevenire l'estinzione di tigri e rinoceronti a rischio".

La comunicazione del governo cinese evita accuratamente di menzionare un qualsiasi cambiamento nella legge, sostenendo invece che si tratta di un "controllo" del commercio e che i corni di rinoceronte e le ossa di tigre potranno essere ottenute solo da animali d'allevamento per l'utilizzo nella ricerca medica.

E meno male che il gigante asiatico si era fatto vanto delle ultime direttive emesse sulla protezione delle specie a rischio di estinzione, con il recente bando contro il commercio di avorio. "La legalizzazione di questo commercio avrà conseguenze devastanti a livello globale", ha detto Margaret Kinnaird, a capo del WWF Wildlife Practice.

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