Martedì, 13 Novembre, 2018

Il destino del Brasile nelle mani di Bolsonaro

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					Bolsonaro con la moglie Michelle dopo il voto a Rio de Janeiro AP Bolsonaro con la moglie Michelle dopo il voto a Rio de Janeiro
Evangelisti Maggiorino | 01 Novembre, 2018, 14:27

Rio de Janeiro (askanews) - Il Brasile ha scelto Jair Bolsonaro.

Dopo una fase durata quattro governi consecutivi del PT e chiusa nel 2016 con l'impeachment della Presidente Dilma Roussef, l'avvento di Bolsonaro è, comunque la si veda, una frattura storica per il Brasile che, negli anni di Lula e Dilma, aveva vissuto un boom economico e un momento di protagonismo inedito sulla scena mondiale.

L'ex capo dei militari, con il 55%, si è aggiudicato il ballottaggio che lo vedeva contrapposto a Fernando Haddad, attestatosi al 44%.

Bolsonaro non è indagato - caso più unico che raro - e un fallito attentato lo ha ferito in modo non sufficientemente grave da mancare ai comizi ma - certificati medici alla mano - abbastanza da marcare visita a tutti i dibattiti televisivi: di qui che tutto ciò che fa o dice venga comunicato esclusivamente via Facebook o Twitter. Tra i primi a complimentarsi, il ministro degli interni italiano, Matteo Salvini, che ha twittato: "Anche in Brasile i cittadini hanno mandato a casa la sinistra!" Dal 2004, Battisti vive in Brasile; nazione che - anche per la diffusa incomprensione di cosa fu il terrorismo in Italia - ha sempre rifiutato la sua estradizione. "Sono molto grato - ha aggiunto l'ex alto esponente dell'esercito - a tutti voi, per la vostra considerazione, le vostre preghiere e la vostra fiducia", sottolineando che l'esito elettorale ha dimostrato l'effettiva impossibilità di "continuare a flirtare con il socialismo, il comunismo, il populismo e l'estremismo della sinistra".

L'attentato che ha subito agli inizi di settembre lo ha messo fuori gioco per una ventina di giorni ma gli è servito per schivare i dibattiti televisivi, che non ha mai gradito data la sua scarsissima preparazione e oratoria.

Per Bolsonaro non dovrebbe essere difficile concedere l'estradizione (il Tribunale Supremo brasiliano ha recentemente affermato che questa decisione "spetta solo al presidente della Repubblica"). Traduzione: "Non diamo troppa importanza alle sparate fascistoidi del presidente eletto Jair Bolsonaro, facciamo politica ma evitiamo scontri che possano portare alla guerra civile in questo Brasile che si è drammaticamente diviso in due".

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