Martedì, 20 Novembre, 2018

Manovra, Di Maio: "Nessun litigio con Draghi. Stiamo bene in Europa"

Perché Draghi ha lanciato l'allarme su spread e banche E' braccio di ferro con la Ue, il ministro Savona: 'Rimanderemo la manovra identica a Bruxelles'
Esposti Saturniano | 28 Ottobre, 2018, 23:30

"Stiamo facendo una manovra di bilancio che dà alla parte più debole", ha continuato il ministro.

Quanto alle dichiarazioni del presidente della BCE Mario Draghi Savona è perentorio: "Ognuno si assuma le proprie responsabilità".

Dagli ambienti bancari e i suoi esponenti, da diverse settimane, pur con parole misurate si esorta l'esecutivo a raffreddare lo spread segnalando gli effetti negativi non solo sulla tenuta degli istituti ma anche sulla crescita economica visto l'inevitabile ripercussione sulla capacità di erogare prestiti e a condizioni peggiori. "Io speravo che dall'Ue venisse un forte impegno tradizionale nel campo degli investimenti, invece gli investimenti sono stati tagliati e oggi ne vediamo i problemi", ha ribadito. "Non ho la palla di cristallo, se sarà 300, 400 o quant'altro".

I 364 miliardi di titoli di Stato (di cui 256 di Btp) in pancia degli istituti, seppure in calo, rappresentano un legame pernicioso che lega la loro sorte a quella del Paese o meglio alla percezione dei mercati della sua solvibilità e tenuta, misurato appunto dallo spread. "In secondo luogo adottare politiche che riducono lo spread", ha proseguito Draghi. Lo ha detto Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, parlando con i giornalisti a Firenze, a margine della festa del quotidiano 'Il Foglio' a Palazzo Vecchio, a proposito della possibilità che anche gli imprenditori possano scendere in piazza contro la manovra. E se lo spread dovesse sfuggire di mano al governo? Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini risponde al Senato a chi gli chiedeva un commento sull'auspicio formulato da Draghi. I riflettori sono di nuovo puntati sul tavolo della Bce, che si riunisce in una fase delicatissima per l'Europa, in piena bufera per lo scontro sulla manovra italiana, incerta sull'esito dei negoziati della Brexit e preoccupata per dati che mostrano un indebolimento complessivo della crescita.

Come nelle attese la riunione di ieri della BCE non ha fornito novità importanti sulla politica monetaria della banca centrale.

Ecco il motivo dell'intervento di Draghi, nella sua Lamfalussy Lecture a Bruxelles, tutto a difesa dell'indipendenza, presupposto di credibilità ed efficacia delle banche centrali. Il Consiglio direttivo conferma poi che i tassi di interesse di riferimento della Bce si manterranno su livelli pari a quelli attuali almeno fino all'estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurarelo stabile ritorno dell'inflazione ai livelli auspicati: inferiore ma vicina al 2%.

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