Giovedi, 13 Dicembre, 2018

Ancelotti: "Basta con gli insulti allo stadio. Italia indietro anni luce"

Insigne Image Sport
Cacciopini Corbiniano | 15 Ottobre, 2018, 17:28

Un'usanza, quella relativa agli insulti, che Ancelotti ha riassaporato con amarezza sulla propria pelle in occasione dell'ultimo Juventus-Napoli, quando l'allenatore e i suoi giocatori sono stati ripetutamente insultati da una sezione dell'Allianz Stadium, la curva sud, poi squalificata per una giornata (sarà scontata nella prossima sfida interna della Juventus, quella col Genoa).

" Giocare un buon calcio ti dà migliori probabilità di vincere, ma rimane uno sport imprevedibile. Non si tratta di rivalità, ma di maleducazione".

" Abbiamo un girone durissimo". Abbiamo regolato Klopp, ora però ci aspetta un impegno molto duro con il Psg. Pure l'anno scorso il Real fece fatica all'inizio e poi ha vinto: vedo una competizione più equilibrata anche perché il Real ha perso un giocatore molto importante.

" Il Napoli è una bella famiglia, un bell'ambiente". Possiamo crescere molto, in più la città è bellissima. In più il movimento è cresciuto, anche se siamo ancora indietro, rispetto ad altri Paesi europei, a livello di stadi e soprattutto di tifoseria: "basta insulti e ignoranza". "Napoli outsider? Le italiane finora hanno fatto bene, anche se non sono interessato alle altre".

La grande scoperta stagionale del suo Napoli è stato Insigne bomber da punta centrale. Ci sono tutte le condizioni per fare un bel lavoro. La Juventus credo che sia molto competitiva. "Esprimere il proprio carattere davanti agli altri è l'unico modo per essere credibile", ammette l'allenatore del Napoli che per il suo modo di essere si sta facendo apprezzare moltissimo anche nel gruppo Napoli. Oltre a 25 giocatori, il gruppo squadra comprende una cinquantina di persone, che sono importanti nella misura in cui tu le rendi partecipi e importanti. La mia idea è responsabilizzare e fare stare bene: "bisogna tenere tutto sotto controllo, ma anche delegare". "Il calcio si evolve sempre: ora è tutto molto più organizzato e si vede un gioco più produttivo". "Liedholm, soprattutto nella gestione delle risorse umane". Ci sono giocatori importanti e al contempo molto umili. Si cominciava a fare la tattica, undici contro zero: "cose che sembravano strane ma davano più coinvolgimento".

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