Giovedi, 13 Dicembre, 2018

Sarri: "Higuain macchina infernale, mi manca moltissimo"

Chelsea, Sarri: ''Higuain mi manca, stravedo per Bernardeschi'' Sarri: "Non è stato facile restare me stesso. Il Chelsea un sogno, qui il calcio è bellezza"
Cacciopini Corbiniano | 15 Ottobre, 2018, 16:41

La Juventus credo che sia molto competitiva. "Che ridere... A me fa piacere, sono qui da tre mesi e all'inizio è stato difficile". Sono arrivato a metà luglio, i reduci del Mondiale a metà agosto. Era questione di tempo. Pensavo a una fase di apprendistato più lunga. Mi hanno aiutato gli spagnoli del Chelsea, quelli che parlano la nostra lingua calcistica. Ci sono anni di lavoro e di prove continue. Ma ora basta. Tanto amerò Napoli e i tifosi del Napoli per tutta la vita. Sempre. Il nostro è un amore indissolubile, eterno. L'altra sera mi sono entusiasmato durante Napoli-Liverpool. Un'eccellente prestazione fino all'ultimo respiro. E so cosa pensano di me, come lo pensano e quando lo pensano.

Chi vince lo scudetto? E' così anche oggi, sono già in fuga.

Maurizio Sarri sta vivendo un sogno in Premier League: in testa alla classifica dopo otto giornate in compagnia di Liverpool e Manchester City. Insigne? Il miglior calciatore italiano. Oggi crede in se stesso. Di più, sempre di più. "Ma può fare di tutto, ora non deve più staccare la spina, inquadrato il problema si è preso la ribalta, non soltanto quella del Napoli". No. Sono venuto qua per vincere qualcosa ma non è scontato che accada subito. Mi manca perché lui farà goal fino a quando vivrà. "Devo dire grazie solo a chi mi ha voluto bene, a chi mi ha sopportato e compreso e non a chi ha speculato".

Higuain? E' andato via da Napoli presto. Se fosse rimasto anche la stagione successiva penso che... ci sarebbero state le condizioni per vincere. Il terzo "intoccabile" sarebbe Lorenzo Insigne che già conosce alla perfezione i meccanismi dell'ingranaggio sarriano nonché i tempi di inserimento per scardinare le difese avversarie rendendo inutili eventuali contromosse tattiche. Sta crescendo al punto di poter diventare presto un autentico fuoriclasse. E ci vuole coraggio. Entro a Stamford Bridge e sento urlare il mio nome. Un coro, due cori, robe da pizzicotti.

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