Venerdì, 19 Ottobre, 2018

Wall Street crolla e Trump accusa: "Colpa della Fed, è impazzita"

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Evangelisti Maggiorino | 12 Ottobre, 2018, 05:58

La Borsa di Tokyo chiude in calo quasi del 4% e piu' in generale il contraccolpo ha investito tutti i mercati asiatici, dopo lo scivolone di ieri a Wall Street, a cui e' seguito un nuovo duro attacco del presidente Donald Trump alla Fed, accusata di "essere impazzita" per la decisione di rialzare i tassi di interesse. Il Nikkei cede il 3,89% a quota 22.591,10, con una perdita di 914 punti. Prima della chiusura Shanghai perde il 4,77% e Hong Kong il 3,75%.

A pesare su Wall Street, tre fattori in particolare: il rialzo dei tassi sui Treasury, l'impatto dei dazi sulle trimestrali e, infine, l'ondata di vendite sui tecnologici ipervalutati. Il Dow Jones ha perso il 3,10%, più di 800 punti, a 25.612,13 punti.

La correzione a Wall Street è causata dalla Fed.

Il crollo di Wall Street ha fatto andare su tutte le furie Donald Trump, che ha pesantemente attaccato la Federal Reserve (la banca centrale americana) che ha alzato i tassi d'interesse.

Evidentemente il Presidente americano sempre attento ai sondaggi (come peraltro i suoi predecessori) non riesce ad accettare che, dopo svariati anni di vacche grasse con ribassi infinitesimali sui listini USA, proprio ora, sotto la sua presidenza le borse possano arretrare più di quel minimo fisiologico visto negli ultimi anni ma sempre rientrato entro la settimana.

Netflix ha perso l'8,38%, Amazon il 6,15% e Apple il 4,6%, pari a 120 miliardi di dollari andati in fumo in valore di mercato, considerando queste tre societa'. In caduta libera anche i titoli tecnologici. Il presidente parlando di "correzione che aspettavamo da tempo", coglie l'occasione per attaccare nuovamente la Fed: "E' impazzita" con una politica monetaria troppo stress, dice ribadendo la sua contrarietà ai rialzi graduali dei tassi di interesse. E se gli analisti appaiono divisi sul tasso di sviluppo dell'economia americana che potrebbe aver raggiunto il picco, sono concordi nel giudicare preoccupanti le tensioni commerciali tra Washington e Pechino e la frenata dell'economia cinese che avrebbe ricadute di portata globale. "E' quello che facciamo e continueremo a fare", ha assicurato Powell escludendo influenze da parte della politica.

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