Domenica, 16 Dicembre, 2018

"Ha offeso Salvini, via dalla Rai": la Lega autoritaria contro Cristina Parodi

La Lega chiede le dimissioni della Parodi: Rai: La Lega chiede le dimissioni di Cristina Parodi
Deangelis Cassiopea | 11 Ottobre, 2018, 18:40

Però - ha spiegato nel corso dell'intervista radio - principalmente all'arrabbiatura e alla paura, e anche un po' all'ignoranza secondo me. Al fatto che molto di quello che era stato promesso non è stato fatto.

Il fatto che Cristina Parodi, dipendente del servizio pubblico e da una radio del servizio pubblico, abbia parlato della ricandidatura politica del marito attaccando al tempo stesso un esponente del governo in carica ha fatto infuriare a stretto giro il Carroccio che, attraverso i parlamentari leghisti Giorgio Borgesio, Massimiliano Capitanio, Dimitri Coin, Umberto Fusco, Igor Iezzi, Simona Pergreffi e Paolo Tiramani, ha rilasciato un comunicato di fuoco: "Se Cristina Parodi è tanto delusa dalla politica italiana scenda in campo".

La giornalista italiana Cristina Parodi è finita sulla lista nera della Lega.

Pertanto ora si attende con urgenza la reazione della Rai all'interrogazione sollevata della Lega. "Giorgio è una persona onesta, sincera, da bergamasco ha iniziato una cosa e ora vuole finirla". Le dichiarazioni della conduttrice televisiva non sono originali ed esplosive, molti prima di lei hanno detto le stesse cose e qualcuno di coloro che hanno "osato" criticare i metodi e la politica di Salvini ha avuto perfino l'onore di essere paragonata ad una bambola gonfiabile o vedere un pupazzo con la propria fotografia essere dato alle fiamme in piazza. "Vorrei una politica che andasse incontro ai più deboli, che aiutasse questo Paese a risollevarsi ma in un altro modo". "E, soprattutto, lasci la Rai." hanno ribattuto i parlamentari della Lega, chiedendo alla conduttrice tv di lasciare l'azienda pubblica. "Con le sue offese a Matteo Salvini, la giornalista moglie del sindaco Pd di Bergamo, Giorgio Gori, ha utilizzato il servizio pubblico radiotelevisivo a proprio uso e consumo, facendo propaganda politica alla faccia del pluralismo informativo e questo non è giustificabile".

Tutto ciò per la Lega appare ingiustificabile, tanto che ne verrà chiesto conto in Commissione di Vigilanza Rai tramite un'interrogazione.

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