Venerdì, 19 Ottobre, 2018

Arabia Saudita e Turchia ai ferri corti per Khashoggi

Khashoggi la Turchia accusa ucciso dall'Arabia Saudita Il consolato saudita a Instanbul Condividi
Evangelisti Maggiorino | 10 Ottobre, 2018, 21:52

I suoi resti sarebbero quindi stati portati fuori nascosti dentro un minivan nero.

Il giornale statunitense New York Times ha rivelato il 10 ottobre 2018 nuovi, inquietanti particolari sulla vicenda del giornalista e dissidente saudita Jamal Khashoggi, scomparso otto giorni fa dopo essere entrato nel consolato saudita a Istanbul. La pista battuta sarebbe quella dell'"omicidio premeditato", a detta di fonti investigative interpellate dal Washington Post e dal New York Times, oltre che da vari media turchi e mediorientali: Ankara sarebbe certa che la morte di Khashoggi sia avvenuta poco dopo la sua entrata nel consolato, dove aveva un appuntamento per ottenere il divorzio.

Il giornalista le aveva detto di avvisare un consigliere del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, se non fosse tornato indietro.

Almeno 3 dei 15 agenti dei servizi sauditi che si sono recati nel loro Consolato a Istanbul il giorno della scomparsa di Khashoggi farebbero parte dell'unita d'élite incaricata della protezione personale del principe ereditario di Riad, Mohammed bin Salman (noto anche con l'acronimo Mbs), verso cui il reporter era molto critico. Il mezzo avrebbe percorso circa 2 chilometri, parcheggiando poi in un garage nella residenza del Console saudita.

"È come Pulp Fiction" hanno detto al Times i due funzionari citando la pellicola cult di Quentin Tarantino e spiegando che lo scorso due ottobre, giorno della scomparsa del reporter, un gruppo di 15 rappresentanti sauditi, con ruoli di primo piano nel governo e nella Difesa, compreso un esperto di autopsie, sono arrivati a Istanbul con un volo charter: sono rimasti in città per poche ore e hanno fatto una visita in consolato. A riferirlo sono fonti diplomatiche turche che avevano già diffuso la notizia di primi contatti tra i due governi durante i quali Ankara ha chiesto "piena collaborazione nelle indagini". "Le autorità saudite hanno dichiarato di essere aperte alla cooperazione e che un'ispezione nell'edificio del Consolato può essere effettuata": così dopo una settimana dalla scomparsa del giornalista il Governo di Riad apre alle autorità di Istanbul per poter farsi ispezionare e smentire le accuse piovute da Erdogan contro il possibile "omicidio del giornalista scomodo". Dicendo di "avere fiducia nelle capacità dei funzionari del governo turco", Cengiz scrive che "in questo momento imploro il presidente Trump e la first lady Melania Trump di far luce sulla scomparsa di Jamal". Seguono le immagini di un minivan nero, uscito poco dopo, in cui si troverebbe il cadavere del reporter. Ma più passa il tempo più le speranze di vederlo vivo si riducono al lumicino. Inoltre, la donna si rivolge alla "Arabia Saudita, e soprattutto a re Salman e al principe ereditario Mohammed bin Salman, perché mostrino lo stesso livello di sensibilità e permettano la consultazione delle riprese delle telecamere del consolato".

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