Domenica, 16 Dicembre, 2018

VATICANO Sinodo: Papa, giovani "siate coerenti", non divenite schiavi del telefonino

Mons. Dal Cin ha affidato a San Francesco i lavori del Sinodo sui Giovani iniziato a Roma Bergoglio contro i populismi: “attenti a chi vede nel migrante un nemico”
Evangelisti Maggiorino | 10 Ottobre, 2018, 14:21

"Ogni giovane è chiamato alla felicità, alla santità, all'incontro con Cristo": ha detto, ricordando anche le raccomandazioni ai vescovi di Papa Francesco. L'arcivescovo di Malta ha, infine, voluto ricordare anche quei tanti sacerdoti "santi" che lavorano e "hanno fiducia nel Signore".

Realizzato raccogliendo 250 interviste in più di 30 paesi, grazie all'aiuto dell'organizzazione no profit Unbound, il progetto è stato realizzato con l'impegno di un gruppo di case editrici coordinate dall'americana Loyola Press. Il vicepremier ha auspicato che i populisti possano conquistare i vertici dell'Unione europea per promuovere le loro istanze nazionaliste ed antieuropeiste dall'interno. Ci sono anche distinzioni da fare tra il modo in cui la Chiesa affronta la questione e il modo in cui lo fanno gli Stati. A farsi portavoce del "grido" dei migranti fatto riecheggiare in Aula dai padri sinodali è stato il cardinale Dieudonné Nzapalainga, pastore di una terra insanguinata da decenni di guerra civile quale Bangui, capitale della Repubblica centrafricana visitata da Papa Francesco nel 2015.

Francesco, parlando a braccio, ha proposto così degli "orientamenti". E conclude: "Prendete le radici e portatele avanti per dare frutto, e voi diventerete anche radici degli altri". Poi ha aggiunto che tali risposte "devono venire da tutti, dalla nostra riflessione, dalla nostra discussione e, soprattutto, devono essere risposte fatte senza paura". Ma quelli che partono hanno sempre le loro ragioni: "e la Chiesa deve accompagnarli, sono esseri umani, non bestie", ha insistito rispondendo ad una domanda dei giornalisti. Unici, solidali, creativi". Un evento, promosso dalla Segreteria generale del Sinodo e dalla Congregazione per l'Educazione cattolica, che nel programma prevede testimonianze, esecuzioni di brani musicali e coreografie inerenti a tre temi cari alle nuove generazioni: "la ricerca di identità, le relazioni, la vita come servizio e donazione. Coerenza di vita. Ma anche voi - ha detto rivolto ai giovani - dovete essere coerenti nella vostra strada e domandarvi: "Io sono coerente nella mia vita?". "Se sei cristiano, anche se sei un prete, anche un prete che balla, segui la strada delle Beatitudini e non la strada del clericalismo". "Se i media, se l'uso del web ti porta fuori dalla concretezza, ti fa liquido, taglialo", l'invito indirizzato ad ognuno dei presenti: "Se non c'è concretezza non ci sarà la cultura per voi".

"Voi giovani, ragazzi e ragazzi, non avete prezzo non siete merce all'asta, per favore non lasciatevi comprare o sedurre, schiavizzare dalle colonizzazioni ideologiche". "Io non sono all'asta, io sono libero, libera!", la frase che ogni giovane è esortato a ripetere dal Papa: "Innamoratevi di questa libertà, che è quella che offre Gesù". È chiudere non solo le porte, è chiudere le mani. "Ma il populismo è il contrario: è la chiusura in un modello, "siamo chiusi, siamo noi soli", e quando si è chiusi non si va avanti". "Una Chiesa che non ascolta si mostra chiusa alla novità, chiusa alle sorprese di Dio, e non potrà risultare credibile, in particolare per i giovani, che inevitabilmente si allontaneranno anziché avvicinarsi".

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