Giovedi, 13 Dicembre, 2018

Bulgaria, stuprata e assassinata una giornalista di 30 anni

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Evangelisti Maggiorino | 10 Ottobre, 2018, 09:52

Nella sua ultima trasmissione il mese scorso, la giornalista bulgara Viktoria Marinova, uccisa sabato nella città di Russe, nel nord della Bulgaria, aveva intervistato due giornalisti, il bulgaro Dimitar Stoyanov del sito internet "Bivol" e il romeno Attila Biro della Rise Project Romania, che svolgevano indagini giornalistiche per corruzione e abusi sui fondi Ue da parte della "Gp Group".

Una morte orribile che ci indigna e ci addolora: Victoria Marinova, giornalista bulgara e conduttrice di un programma d'inchiesta televisivo, 30 anni, è stata brutalmente picchiata, stuprata e assassinata. La notizia dell'assassinio della giornalista ha provocato reazioni di sdegno e condanna da parte delle autorità a Sofia e nelle istituzioni europee. Secondo il sito online del giornale 24 chassa, che cita fonti del ministero dell'Interno, dopo essere stata violentata la giornalista è stata colpita diverse volte alla testa e poi strangolata. Per il momento le indagini si stanno concentrando sul gesto di un maniaco sessuale oppure di un ospite del vicino centro psichiatrico. Si era fatta notare, negli ultimi giorni, per il suo lavoro sullo scandalo del "GP Gate", una vicenda che ha fatto emergere illeciti finanziari relativi a questa società, abusi edilizi, ma anche lo scandalo della gestione contro la legge di ingenti fondi che provenivano dal governo e dall'Unione Europea. Marinova accusava il gruppo di aver illecitamente utilizzato fondi comunitari e governativi.

Un nuovo orrendo caso di giornalista che lavorando per la ricerca della verità viene eliminato: dopo la maltese Daphne Caruana Galizia e lo slovacco Jan Kuciak, si piange oggi il delitto di Victoria Marinova nel parco di Ruse in Bulgaria. L'OSCE stamattina ha espresso orrore e choc per la morte di Viktoria, auspicando che le indagini facciano luce al più presto sul responsabile e sul movente del suo omicidio. L'International Press Institute ha inviato una lettera al premier bulgaro, Boyko Borissov, di "garantire la sicurezza fisica dei giornalisti che lavorano in Bulgaria": per il giornalista della Bild Julian Ropcke, che ha twittato un appello per la libertà di stampa in Ue, "sono scioccato per quanto successo nel brutale omicidio di un'altra giornalista europea".

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