Giovedi, 13 Dicembre, 2018

Crescita bassa: Italia fanalino di coda di Eurolandia

Fmi taglia le stime del pil italiano: Fmi taglia le stime del pil dell’Italia: «Preservare la riforma Fornero»
Esposti Saturniano | 09 Ottobre, 2018, 23:05

Sono queste le previsioni del Fondo monetario internazionale contenute nel World Economic Outlook, nel quale viene stimato anche un calo del debito pubblico italiano in calo dal 131,8% del Pil nel 2017 al 130,3% quest'anno e al 128,7% nel 2019. Il prodotto interno lordo del nostro Paese, secondo il Fondo monetario internazionale che ha lasciato invariate le stime di crescita rispetto all'aggiornamento del World Economic Outlook , è previsto in aumento del 1,2% nel 2018 e del 1,0% nel 2019 dopo il +1,5% del 2017.

Ancora, il taglio delle stime rispetto ad aprile è legato al "deterioramento della domanda esterna e interna e all'incertezza sull'agenda del nuovo governo". Rispetto ad aprile 2018, invece, le stime sono state riviste al ribasso di 0,3 punti percentuali per quest'anno e di 0,1 punti per il prossimo. E comunque, si precisa, queste stime non si basano sulle indicazioni fornite dal governo Conte con la Nadef bensì si basano "sui progetti inclusi nel bilancio 2018 e nel Def di aprile 2018".

"Le recenti difficoltà nel formare un governo in Italia e la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l'attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito hanno innescato un aumento degli spread".

"Abbiamo visto lo spread aumentare e questo ha contribuito al downgrade", ha spiegato Obstfeld, aggiungendo che per l'Italia "è imperativo che le politiche fiscali preservino la fiducia dei mercati".

In generale l'economia mondiale rallenta: "E' meno bilanciata di quanto avevano sperato" e ci sono "nubi all'orizzonte". Inoltre la crescita dovrebbe confermarsi più disomogenea anche perché negli ultimi sei mesi i rischi al ribasso per la crescita globale sono aumentati. Il suo posto sarà preso da Gita Gopinath, la prima donna ad assumere l'incarico.

A spingere il fondo alla revisione al ribasso in particolare la crescita del protezionismo scatenata dagli interventi dell'Amministrazione Trump: tuttavia, oltre "agli effetti negativi delle misure commerciali attuate o approvate tra aprile e metà settembre" l'Fmi evidenzia le "prospettive più deboli per alcuni importanti mercati emergenti e in via di sviluppo derivanti da fattori specifici per paese, condizioni finanziarie più rigide, tensioni geopolitiche e maggiori costi petroliferi". Il tasso dell'Italia è superiore alla media dell'Area euro, dove la disoccupazione è attesa all'8,3% nel 2018 e all'8,0% nel 2019, in calo rispetto al 9,1% del 2017.

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