Lunedi, 15 Luglio, 2019

Nobel per la pace a ginecologo congolese Mukwege e attivista yazida Murad

Nobel per la pace contro le violenze sessuali nei teatri di guerra Premio Nobel Pace 2018 a Denis Mukwege e Nadia Murad/ Medico e yazida vittima stupro: lotta abusi in guerra
Evangelisti Maggiorino | 08 Ottobre, 2018, 13:58

Nell'anno del #metoo non è certamente un caso che il Norwegian Nobel Institute di Oslo Abbia assegnato il Premio Nobel della Pace a due personalità che si battono per denunciare e fermare la violenza sessuale sulle donne. Mukwege, ha spiegato il Comitato per il Nobel, ha dedicato la sua intera vita a difendere e curare migliaia di vittime di abusi in aree di guerra della Repubblica democratica del Congo.

Anche il movimento me too che oggi compie un anno ha contribuito a mettere in luce come le donne ancora debbano far valere la loro identità e indipendenza, nei tanti Sud del mondo, ma pure nella civile Italia dove i femminicidi non accennano a diminuire.

Sono il ginecologo congolese Denis Mukwege e la testimone yazida Nadia Murad i vincitori del premio Nobel per la pace 2018. Rientrato in patria, ha aperto nel 1998 a Bukavu il Panzi Hospital, impegnato nella cura di donne vittime di stupro, una piaga nel Paese.

Nel corso degli anni, Mukwege è diventato un simbolo e un punto di riferimento, sia nel Congo sia per la comunità internazionale, per l'assistenza e l'aiuto delle persone che hanno subìto violenze sessuali in guerra e nei conflitti armati.

Un Premio Nobel non basato su principi astratti, ma su fatti - emergenziali - concreti e sulle azioni che si possono (si devono) attuare per evitare che possano accadere nuovamente. "Questa volta invece il lavoro è stato fatto in sordina, ecco perché la sopresa è doppia" ha raccontato all'Agi John Mpaliza, cittadino congolese ed attivista per la pace in Italia da 20 anni. Nadia Murad ha raggiunto comunità di rifugiati e sopravvissuti ascoltando le testimonianze delle vittime della tratta e del genocidio. Nell'agosto 2014 lo Stato islamico ha lanciato un attacco brutale ai villaggi del distretto di Sinjar, finalizzato a sterminare la popolazione yazida. Anche Nadia Murad fu fatta prigioniera e in quel periodo fu ripetutamente oggetto di stupro e di altri abusi da parte dell'esercito dell'Isis. Non a caso "si denuncia come il ricorso alla violenza sessuale come una condizione che non riguarda solo le donne, ma anche gli uomini". Lo stupro di guerra e la schiavitù sessuale sono riconosciuti dalle convenzioni di Ginevra come crimini contro l'umanità e crimini di guerra.

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