Venerdì, 19 Ottobre, 2018

Napoli, registrati due casi di colera

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Machelli Zaccheo | 07 Ottobre, 2018, 17:09

Madre e figlio di due anni sono stati ricoverati all'ospedale Cotugno di Napoli dopo che è stato diagnosticato loro il colera. "Se le persone contagiate vengono isolate subito, reidratate e trattate, l'infezione non fa grossi danni. La situazione è del tutto sotto controllo". "É notizia di ieri il ricovero all'ospedale Cotugno di Napoli di due persone di origine bengalese per colera".

Per avere chiarimenti sul caso, fanpage.it ha intervistato il Direttore generale Antonio Giordano e il Direttore della Prima divisione Malattie infettive Carlo Tascini dell'ospedale Cotugno. "Il bambino è in condizioni stazionarie, stamattina ha mangiato, siamo tranquilli". Provoca diarrea causata dall'infezione dell'intestino e la trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, mentre il contagio diretto avviene per trasmissione oro-fecale ed è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. Il malore già in aereo e dunque la necessità di fare ricorso alle cure degli specialisti soprattutto per il bambino di soli due anni per il quale sono state isolate vibrioni del colera nelle feci. Colera. Casi di importazione vengono definiti per spiegare che una diffusione del virus da noi è di fatto da escludere perchè il virus è stato contratto all'estero, in Bangladesh.

Si tratta di bimbo di 2 anni e di sua madre rientrati da un viaggio in Bangladesh e residenti a Sant'Arpino. "Abbiamo avviato tutti i protocolli previsti anche sui familiari". Così il manager dell'Asl Napoli 1 Mario Forlenza. L'incubazione varia da uno a cinque giorni e la malattia si manifesta con diarrea e vomito che portano a una rapida disidratazione. Gli antibiotici vengono impiegati nelle forme più gravi o in pazienti più a rischio, ad esempio gli anziani.

L'ultima grande epidemia, invece, c'è stata nel 1973 e ha coinvolto le regioni della Campania e della Puglia. "Bastano basilari condizioni di igiene personale per evitare il contagio".

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