Sabato, 20 Ottobre, 2018

F1, Vettel: se la Mercedes va per la pole è dura

Prove libere F1 FP1 Giappone prove libere 1 F1 Giappone Libere 1 Giappone fp1 Suzuka F1: Giappone, Hamilton domina le libere
Cacciopini Corbiniano | 06 Ottobre, 2018, 17:07

Ora le prove libere sono terminate, e i piloti torneranno in pista a caccia del giro veloce per la pole position.

Lewis Hamilton ottiene la sua ottantesima pole position in carriera a Suzuka. Il pilota britannico ha piazzato un notevole 1'28 " 217, mettendosi alle spalle il compagno di squadra Valtteri Bottas di quasi mezzo secondo e la Ferrari di Sebastian Vettel di ben otto decimi. La superiorità della W09 è stata chiara specialmente nel Q2, quando con le gomme Soft hanno rifilato distacchi abissali agli altri che avevano le SuperSoft dimostrando una ritrovata superiorità motoristica nel giro secco. Bottas (Mercedes), 3. Verstappen (Red Bull), 4. Brendon Hartley è sesto e dimostra di meritare un posto in F1 per il prossimo anno, davanti a Pierre Gasly che conferma i grandi progressi fatti dai giapponesi con la nuova power unit deliberata in Russia.

Questo fattore della calma contrapposta alle situazioni stressanti affrontate in pista, con la pioggia che andava e tornava, viene ribadito ulteriormente: "Potrebbe essere sembrata una sessione frenetica dall'esterno, ma all'interno del team tutto era così calmo: abbiamo semplicemente seguito il nostro piano e fatto le giuste scelte, che alla fine hanno prodotto questo risultato", ovvero la prima fila, con gli avversari diretti più staccati del solito. Tutti sono andati comunque in pista con le slick, mentre le rosse hanno puntato sulle intermedie. Raikkonen e Vettel sono tornati a cambiare gomme, sono ripartiti proprio mentre cominciavano le prime gocce di pioggia.

A sorpresa, con l'inizio del Q2 il cielo sopra il tracciato di Suzuka si è aperto concedendo qualche sprazzo di luce che ha fatto brillare le due Mercedes. Ma Arrivabene si è anche caricato la scelta sulle spalle: "Mi prendo le mie responsabilità". Dietro di lui un deludente Magnussen, poi Sainz con una Renault in caduta libera.

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