Sabato, 15 Dicembre, 2018

Tria scrive all'Ue: "Pil all'1,5% nel 2019"

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria lascia palazzo Chigi al termine del vertice sul Def Tria: «Graduale riduzione del deficit dopo il 2019»
Evangelisti Maggiorino | 06 Ottobre, 2018, 15:56

Il riferimento e' al fatto che il via libera alle raccomandazioni all'Italia e' stato dato anche dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al vertice di fine giugno, e dallo stesso ministro dell'Economia, all'Ecofin del mese successivo.

Non è un atto di routine, come accaduto negli anni scorsi. In compenso il governo punta a rilanciare l'economia mettendo sul piatto un aumento degli investimenti (150 miliardi di cui 118 già attivabili) e promette una battaglia all'evasione fiscale attraverso l'integrazione di dati telematici a partire dalla fatturazione elettronica.

Rispondendo a una domanda sul Def relativa alle discordanze sulle cifre col Movimento 5 Stelle, il vicepremier ha detto: "Tutto è bene quel che finisce bene". Viene stanziato inoltre 1 miliardo per i centri per l'impiego, due per flat tax, un miliardo per le assunzioni straordinarie per le forze dell'ordine, un miliardo e mezzo per i truffati per le banche finite in liquidazione. Secondo i commissari europei - la lettera è scritta dal vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici - finanziare in deficit le misure previste dalla prossima manovra è contrario a ciò che prevede il Patto di stabilità: "Il Def a prima vista sembra costituire una deviazione significativa dal percorso di bilancio indicato dal Consiglio Ue, il che è motivo di seria preoccupazione".

Nel documento di economia e finanza, il Tesoro non ha poi trascurato di dedicare una particolare attenzione alla necessità di mantenere un rapporto di fiducia con i mercati.

Nel pubblicare i nuovi obiettivi di crescita e di finanza pubblica, Palazzo Chigi spiega in una nota che sono previsti 9 miliardi per reddito e pensioni di cittadinanza da 780 euro, più altri 7 per 'quota 100', l'accesso anticipato alla pensione con 62 anni di età e minimo 38 anni anni di contributi.

Stando ai numeri del Def il governo è pronto a varare una manovra da 36-40 miliardi: 12,5 serviranno per sterilizzare le clausole Iva nel 2019, 21,5 per realizzare le misure principali annunciate da Lega e M5s (Sole 24 Ore). Le clausole valgono 12,5 miliardi nel 2019 e 6,7 miliardi aggiuntivi nel 2020. E così le stime del Pil del prossimo triennio sono confermate all'1,5% per il 2019, l'1,6 per il 2020 e 1,4% nel 2021.

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