Sabato, 20 Ottobre, 2018

L'anteprima della mostra su Andy Warhol al Vittoriano

MOSTRE ROMA, APPUNTAMENTO CON L'ARTE Il genio di Andy Warhol si mostra a Roma al complesso del Vittoriano
Deangelis Cassiopea | 05 Ottobre, 2018, 23:38

Era il 1962 quando Andy Warhol inizia a usare la serigrafia per creare la serie Campbell's Soup, minestre in scatola prese dagli scaffali dei supermercati, per consegnarle direttamente all'Olimpo dell'arte.

Presso il Complesso del Vittoriano - Ala Brasini, va infatti in scena l'esposizione di oltre 170 opere che tracciano il percorso artistico e la vita straordinaria di uno dei più acclamati artisti della storia.

Arte, musica cinema moda pubblicità: nessun altro artista come lui ha attraversato tutti i generi delle arti figurative passando dalle copertine realizzate per alcuni dischi con intuizioni figurative all'attività di iniziale di vetrinista e disegnatore di scarpe; dalle scenografie a grafico pubblicitario. Da Picasso a Warhol, una settimana all'insegna dei grandi artisti del '900.

I ritratti di alcuni assidui frequentatori del celebre studio sulla Quarantasettesima Est, con le sue pareti rivestite in carta stagnola, e quelli dei grandi personaggi - alcuni dei quali mai incontrati - trasformati da figure storiche in icone pop, come Marilyn, Mao e gli stessi Self portrait - corrono lungo le pareti del Vittoriano a cucire la lunga carriera del genio.

Questo eclettismo è ben espresso nella mostra capitolina attraverso una selezione di 170 opere - curata da Matteo Bellenghi - in mostra prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la collezione privata Eugenio Falcioni da cui provengono gran parte delle opere in allestimento. Si prosegue evidenziando e affrontando il tema dei legami con la moda, anche in ambito italiano grazie ai ritratti di Giorgio Armani (1981) e Regina Schrecker (1983). Infine i celebri self portrait. Ecco Liz (1964), Judy Garland (1985), Silvester Stallone (1980) e Arnold Schwarzenegger (1977). "Nell'epoca dove il termine multitasking è entrato nella quotidianità di ognuno di noi rendendoci schiavi di una necessità non dittatoriale quanto obbligatoria, possiamo immaginarlo all'arzilla età di novant'anni con un suo smartphone a scattare innumerevoli foto condividendole su Facebook o lnstagram per i suoi probabili e improbabili follower, contornate dai like e commenti di amici come Mick Jagger o Christopher Makos, senza dimenticare quanto sarebbe divertente leggere le reazioni e i litigi sociaI con gli artisti di altre correnti e principi, ognuno di loro con il proprio diritto di accusa e di replica".

Il messaggio di Warhol è ancora oggi attuale: "Le sue opere sono quotidianamente presenti, ha dato una lettura totale dell'immagine e della rappresentazione che ci ossessiona giorno dopo giorno e continua a farlo".

Altre Notizie