Sabato, 20 Ottobre, 2018

"Tranquilli..." dice Tria ad un'Ue allarmata. Ma lo spread riprende la corsa

Deficit Tria all’Eurogruppo rating i mercati osservano l’Italia Tria: "La Ue stia tranquilla, il debito/Pil scenderà". Dombrovskis sulla Manovra: "A prima vista non rispetta le regole"
Esposti Saturniano | 03 Ottobre, 2018, 17:42

"Il rapporto debito/Pil scenderà nel 2019". Il ministro ha ammesso che il deficit al 2,4% "non corrisponde esattamente ad alcune regole europee, ma fa parte della normale dinamica europea" perché "è sempre accaduto a molti Paesi nel corso degli ultimi decenni" e "se andiamo a vedere il numero di Paesi, che sono in regola con tutte le regole europee, sono pochissimi". Ad oggi ancora non è nemmeno stata pubblicata la nota del Def approvato ormai da quattro giorni (probabilmente è anche per questo che il ministro Tria ha lasciato i lavori di Bruxelles non partecipando all'Ecofin di domani).

Una nota del Tesoro fa sapere che il ministro Giovanni Tria e' rientrato a Roma in anticipo per poter lavorare al bilancio, dopo la definizione della Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza.

Arriva la verifica per l'Italia, oggi il titolare di via XX Settembre all'Eurogruppo comincia a spiegare i numeri del Def e a illustrare le misure che il Governo intende mettere nella Legge di Bilancio in grado di sostenerli. Manteniamo i nervi saldi: non è nell'interesse di nessuno avere una crisi. Le stime - rileva il Csc - "non incorporano le intenzioni del Governo" in attesa della legge di Bilancio ma, tra vari fattori, "pesano" anche "l'aumento dello spread" e - spiega il capoeconomista Andrea Montanino - "l'incertezza" sulla "capacità del Governo di incidere sui nodi dell'economia" e sulla "sostenibilità del contratto di Governo" che causa "meno fiducia degli operatori". Se l'Italia vuole un trattamento speciale, sarebbe la fine dell'euro. Gli ha fatto eco il commissario per gli affari economici Pierre Moscovici: "Per il momento quello che so è che il deficit del 2,4%, non solo per l'anno prossimo ma per tre anni, rappresenta una deviazione molto, molto significativa rispetto agli impegni presi dall'Italia".

Il governo italiano "sembra privilegiare la spesa pubblica, che può rendere popolari nel breve termine e che può assicurare dei guadagni politici, ma alla fine ai cittadini bisogna dire la verità: chi paga? Dobbiamo attenerci a quella roadmap e dobbiamo prendere delle decisioni". M5s difende il reddito di cittadinanza, nonostante i dubbi dei leghisti, con Di Maio che sulla pace fiscale chiarisce che "non ci sarà alcun condono". Jean Claude Juncker, citando la Grecia, dice che bisogna essere "rigidi con l'Italia o finisce l'euro" (Corriere). E le regole sono le stesse per tutti i Paesi, perché i nostri destini sono legati. "Con il Governo del Cambiamento - afferma - abbiamo ridato protagonismo e credibilita' all'Italia in Europa e nel mondo". L'Italia, continua Centeno rivolto ai cronisti, "è nella testa di tutti, ma devo dirvi che non è nell'agenda dell'Eurogruppo".

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