Domenica, 16 Giugno, 2019

Macedonia: premier Zaev, votiamo sì per il futuro del Paese

Macedonia del nord non piace, Ue e Nato più lontane Macedonia, flop referendum per il nome: più lontane Ue e Nato, il premier Zaev: «Non...
Evangelisti Maggiorino | 03 Ottobre, 2018, 13:29

È la ragione per cui il premier Zoran Zaev ha annunciato che non si dimetterà: "È stato un referendum di successo, la maggioranza dei cittadini ha votato sì. Se non l'avremo andremo alle urne anticipate, già in novembre". Adesione che l'opposizione rifiuta.

Il partito conservatore ha lasciato la patata bollente nelle mani del governo socialdemocratico. "È stata una giornata di democrazia, i cittadini hanno votato pacificamente e liberamente secondo le proprie convinzioni", ha però insistito il premier dopo la chiusura dei seggi, sottolineando come la stragrande maggioranza dei voti espressi - il referendum era consultivo e non vincolante - siano stati a favore dell'accordo con Atene che mette fine allo stallo che impediva alla piccola repubblica l'integrazione euroatlantica.

Sul voto e l'esito del referendum c'erano gli occhi della comunità internazionale.

"Questa è la scelta per il vostro futuro e quello dei vostri figli: questa è la scelta per il futuro della nostra amata Macedonia". Il percorso intrapreso dal Paese della ex Jugoslavia si rivolgeva verso l'ingresso nell'Unione Europea e nella Nato.

Il dibattito a Skopje e dintorni verte sul fatto che il premier non è riuscito a far digerire un accordo che comprendeva la non garanzia di lingua e identità per accettare un cambio di nome, dal momento che la carta di Prespa prevedeva che Fyrom rinunciasse a rivendicazioni passate in cambio del nome Macedonia del nord. Secondo lui hanno prevalso gli appelli al boicottaggio da parte dell'opposizione conservatrice e del presidente nazionalista Gjorgje Ivanov. A ciò si aggiunga una battente campagna social che incitava a boicottare le urne. Lo scrive su Twitter il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, accogliendo come "un'opportunità storica" la vittoria del 'sì' nel referendum in Macedonia sull'accordo con la Grecia per il cambio del nome in Macedonia del Nord e sul percorso euro-atlantico del Paese.

Il premier Zaev esce indubbiamente indebolito. In particolare sembra avere funzionato la retorica del Vmro-Dpmne - il principale partito di opposizione, ma allo stesso tempo il primo partito per numero di voti alle ultime elezioni nazionali - che ha costruito il suo messaggio su idee fortemente identitarie e per molti versi nazionalistiche, anche se non esplicitamente anti-europeiste.

Affluenza bassa e niente quorum per il referendum storico "Sostieni l'adesione all'Ue e alla Nato accettando l'accordo tra Macedonia e Grecia?".

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