Giovedi, 04 Marzo, 2021

Erdogan atterrato a Berlino, città blindata

Erdogan atterrato a Berlino, città blindata Erdogan atterrato a Berlino, città blindata
Evangelisti Maggiorino | 30 Settembre, 2018, 17:53

Un giornalista turco è stato portato via durante la conferenza stampa.

In una Berlino blindata dalle forze di sicurezza è appena atterrato, all'aeroporto di Tegel, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, per una delicatissima visita di Stato.

_Esistono profonde differenze a livello di democrazia in termini di società libera e aperta - _ha detto la Merkel - ma più che incomprensioni si tratta di visioni diverse e divergenze. Erdogan ha tuonato:"Immagino che sappiate che Can Dündar è una spia, che è una persona che ha rivelato segreti di Stato e che un tribunale l'ha condannato a 5 anni e 10 mesi di carcere". Erdogan aveva minacciato di disdire la conferenza, se il giornalista turco Can Dundar che vive in esilio a Berlino, avesse partecipato. Una visita che è stata accompagnata negli scorsi giorni da una serie di polemiche e richieste, quest'ultime, in particolare da parte di Amnesty International e di Reporter senza frontiere, di affrontare la questione della violazione dei diritti umani in Turchia, a seguito della "dittatura" che vige nel paese dopo il noto colpo di stato di due anni fa. Ankara, come detto esplicitamente da Erdogan, punta invece a una "normalizzazione" delle relazioni. "L'islam non è terrorismo", ha ripetuto Erdogan nel suo discorso, ma l'Europa si deve impegnare in "una lotta maggiore" contro il vero terrorismo, che secondo il presidente turco è rappresentato dal movimento di Fethullah Gulen e dal partito curdo dei lavoratori Pkk.

Numerose le proteste previste per la giornata odierna, come quella programmata alle ore 16:00 a Potsdamer Platz, a Berlino, dove sono attese circa 10mila persone.

I rapporti tra Berlino e Ankara si sono inaspriti soprattutto a partire dal tentato golpe dell'estate del 2016, nel quale il governo turco ha ravvisato negli atteggiamenti dei rappresentanti tedeschi un'insofferenza nei confronti dell'attuale leadership del paese anatolico, un malcelato sostegno a coloro che volevano rovesciare il governo dell'AKP.

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