Martedì, 25 Giugno, 2019

Roma, Totti allo scoperto con il libro: "Quasi alle mani con Spalletti"

Roma, Baldini si dimette dopo aver letto l'autobiografia di Totti: nel libro è accusato di averlo costretto a ritirarsi | calcionapoli24.it Totti, lo sfogo nell’autobiografia: “Spalletti mi cacciò da Trigoria, che umiliazione. Mi voleva fuori dalle pa**e perché…”
Cacciopini Corbiniano | 28 Settembre, 2018, 16:57

Per le istituzioni erano in prima fila la sindaca Raggi, il presidente della Regione, Zingaretti, il presidente di Ics, Abodi, e l'ex numero uno della Figc, Abete. Ad aprire la serata Luca Ward, voce de "Il Gladiatore", che ha letto un passaggio del libro. Ma la bellezza del gioco di Sacchi non lasciò indifferente il futuro campione: "Stiamo parlando di un trasporto tecnico, non sentimentale come nel caso della Roma". "La mia storia è Roma".

La Roma sta attraversando una fase non semplice: "Quando ci sono momenti così cerchi di dare un contributo". In questo libro non parla tanto il giocatore, quanto il ragazzo di strada che è diventato uomo. Molto più bella e intensa, c'era più verità. C'è poco spazio e devo preparare bene la squadra, non devo andare a vedere se quello che c'è scritto è vero o meno. L'ho fatto per parlare di me e dei 25 anni di Roma. Il filo che lo lega a Spalletti ("il dobermann" secondo la definizione di Buffon presente nel libro) è invece riannodato in due capitoli in cui se ne leggono di tutti i colori. "Mi dispiace, l'intento non è alzare un polverone". Un monumento simbolo per Roma e per il mondo, ed un personaggio anch'esso simbolo della città, insieme in un evento che non sarà solo la presentazione di un libro, ma che avrà anche importanti ricadute benefiche e culturali: "oltre alla donazione all'Ospedale Bambino Gesù, il restauro di 12 statue appartenenti alla collezione del Parco che presto saranno restituite al godimento del pubblico sulla terrazza degli "Horti Farnesiani" sul colle Palatino". Se fosse stato un altro modo sarebbe stato diverso " . Ci crediamo noi, ci crede la tifoseria. "Affronteremo questa partita a testa alta senza avere paura di nessuno". Anche se è una partita diversa dalle altre. E in quest'aria non c'è Totti. Quel giorno Nedved è in forma irresistibile, e mi costa dirlo perché in campo non l'ho mai sopportato: "un piagnone allucinante, lo sfioravi e volava a dieci metri, ti faceva venire voglia di picchiarlo con le mani e ho detto tutto...".

Francesco Totti era il mio idolo, ho rifiutato la Juventus per giocare con lui. Altrove avrebbe potuto vincere un paio di Palloni d'Oro, ma per l'amore della sua gente è rimasto qui. "La sua è una famiglia speciale". Quando l'ho visto per la prima volta negli spogliatoi mi ha preso quasi un colpo. E forse - prosegue - è stata questa la mia fortuna. "Sei tornato qui con una missione, portala a termine!". È da sentire in una notte di luna piena al Colosseo, la notte del compleanno di Francesco Totti che presenta, proprio nel posto associato ai gladiatori, la sua autobiografia che contiene quella frase.

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