Venerdì, 19 Luglio, 2019

Jobs act, incostituzionale il criterio di indennizzo per il licenziamento ingiustificato: "Viola…"

Jobs act, incostituzionale il criterio di indennizzo per il licenziamento ingiustificato: “Viola… Consulta boccia il Jobs act, no a determinazione rigida dell'indennità al lavoratore ingiustamente licenziato
Esposti Saturniano | 28 Settembre, 2018, 03:08

In pratica, per il lavoratore licenziato in maniera ingiusta il Jobs act ha previsto da quattro a ventiquattro mesi di stipendio come risarcimento, aggiungendo due mensilità ogni anno di servizio prestato.

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima una parte del Jobs Act, quella che riguarda l'indennità dopo un licenziamento. Secondo la Consulta "la previsione di un'indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore è contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione". Tutte le altre questioni sollevate relative ai licenziamenti, invece, sono state dichiarate inammissibili o infondate.

Pluris - Codice commentato del lavoro e CCNL online A cura di Roberto Pessi. A una persona assunta da poco tempo, quindi, potrebbe spettare un indennizzo molto alto se il giudice ritenesse il licenziamento particolarmente ingiustificato, mentre un dipendente di lungo corso potrebbe ricevere un'indennizzo più basso rispetto a quanto riceve oggi nel caso in cui il licenziamento dovesse risultare almeno in parte giustificato. L'impianto generale non e' stato cambiato: dunque l'indennita' e' legata all'anzianita' di servizio. E' stata la stessa Consulta a rendere nota la decisione con un comunicato, in attesa che venga resa nota la sentenza, nel giro di qualche settimana. Come evidenziato da Repubblica, la Corte Costituzionale ha affermato che "la previsione di un'indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio" è contraria ai principi di ragionevolezza e uguaglianza. "A smantellare il Jobs Act ha iniziato comunque la Corte costituzionale che oggi ha stabilito l'illegittimità sugli indennizzi". Il capitolo sull'indennità non è stato modificato dal "decreto dignità" dell'attuale governo.

"Nessun lavoratore sarà lasciato indietro, le assurde storture causate dal Jobs act le sistemeremo e cominceremo con il dare risposta a quei 180.000 lavoratori", spiega Luigi Di Maio, rispondendo al question time sulle iniziative volte a garantire la continuità nell'erogazione dei sussidi di disoccupazione nelle aree di crisi. "Per tutte queste scadenze daremo garanzia che si possano rinnovare, torneremo a un'epoca pre-Jobs act che ha tolto un sacco di diritti ai lavoratori".

La Consulta bocciato la norma, prevista dalla riforma del lavoro varata dal Governo Renzi, che prevede una determinazione rigida dell'indennizzo spettante a quel lavoratore ingiustamente licenziato dal datore di lavoro.

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